| Calchi
e sculture in gesso |
I gessi
braidensi, diverse centinaia tra statue e rilievi, si suddividono
in due gruppi principali : quelli da esemplari antichi e quelli da
sculture quattro-cinquecentesche.
Documenti dell'Archivio di Stato di Milano e dell'Accademia di Brera
testimoniano che le copie classiche sono entrate nell'Istituto soprattutto
in un segmento di tempo definito, ovvero dalla fondazione nel 1776
fino agli anni 1807-1811 egemonizzzati dalla personalità e
dal gusto del Segretario Giuseppe Bossi.
Le acquisizioni di gessi tratti da opere del Rinascimento si intensificarono
nel corso dell'Ottocento. A ideale complemento si aggiunge infme la
preziosa raccolta degli originali in gesso dei maggiori scultori lombardi
del secolo scorso.
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| L'archivio
storico |
Nasce con
la fondazione dell'Istituto nel 1776 e conserva documenti sino al
secondo dopoguerra. Vi si raccolgono tutte le carte prodotte e ricevute
che si riferiscono alla multiforme attività svolta per due
secoli.
I documenti infatti concedono non solo la didattica artistica e la
presenza di artisti a Brera dal Neoclassicismo alle Avanguardie del
Novecento, ma l'intensa attività espositiva nazionale ed internazionale
dell'Accademia, il suo ruolo nella conservazione e restauro dei beni
artistici lombardi, il Museo Archeologico (distaccato nel 1863), la
Pinacoteca (resa autonoma nel 1882), la collezione di pittura moderna
(posta sotto l'amministrazione della Pinacoteca nel 1900), la Commissione
di Omato e la scuola di Architettura (quest'ultima passata al Politecnico
nel 1931).
L'Archivio consta di circa 1700 cartelle, il cui ordinamento risale
agli anni Sessanta. Insieme ai registri, il nucleo principale dell'Archivio
ha attualmente sede nel piano superiore della Biblioteca.
L'accesso è riservato al personale interno o a ricercatori
autorizzati dalla direzione. |
| Il
fondo storico |
La biblioteca
si costituisce in parallelo alla nascita dell'Accademia, nel 1776,
e si arricchisce grazie agli acquisti operati da Giuseppe Bossi agli
inizi del XIX secolo. Bossi introduce le edizioni dei più importanti
trattati di architettura, corografia, anatomia, geometria e scienze
naturali del tempo, oltre a numerosi repertori di ornato.
Con la Restaurazione si aggiungono i moderni repertori di decorazione
e di costume fondamentali per la strumentazione del pittore di storia.
Nella seconda metà dell'Ottocento la biblioteca si apre alla
cultura internazionale con l'acquisto di serie complete di periodici
e monografle che avevano lo scopo di aggiornare i giovani artisti
e i docenti sull'evoluzione del gusto artistico internazionale.
Il patrimonio librario del fondo anico della biblioteca dell'Accademia
di Belle Arti consta fondamentalmente di due nuclei editi della seconda
metà del 1700 ai primi del '900.
Il primo nucleo è quello costituito dalle acquisizioni
effettuate per l'informazione degli insegnanti e la formazione degli
allievi e che accompagnano le stagioni culturali dell'Accademia:
erudizione sei-settecentesca con Carlo Bianconi;una serie impressionante
di atlanti archeologici e di libri di cultura neoclassica francese
Giuseppe Bossi: repertori di arte decorativa e di archeologia medievale
in concomitanza con gli anni Quaranta dell'Ottocento; pubblicazioni,
soprattutto francesi , tedesche e di arti minori nella seconda metà
dell'Ottocento;studi di storia dell'arte con Camillo Boito.
A queste si aggiunge la serie delle monografie su artisti stranieri
dell'Ottocento che apre spiragli sull'effettiva conoscenza della
situazione internazionale in un'Accademia nazionale.
Completa questo nucleo la ricca sezione di peridici, che consta
di serie complete di riviste , (un centinaio di testate), preziose
e introvabili altrove in Italia , come, ad esempio: Dïe Kunst
für Alle e Dieganhischer Kunste.
Il secondo nucleo è quello delle donazioni.
Le quattro principali si caratterizzano per la varietà e
il pregio dei materiali.
- Il lascito del marchese Ala Ponzoni costituito in particolare
da opere letterarie classiche e moderne e di storiografia. Numerose
sono le cinquecentine, le edizioni seicentesche e settecenteshe.
Vi sono inoltre 18 manoscritti.
- Il lascito di Francesco Hayez testimonia, con poche eccezioni,
la biblioteca del più importante pittore romantico italiano:
esso consta di 424 volumi, tra i quali numerosi atlanti di decorazione
e di costume, storie letterarie, storie figurative. Tra il 1883
e il 1890 fu ceduta all'Accademia dalla figlia adottiv dell'artista
anche la collezione dei disegni, composta di 595 fogli sciolti
e 3 taccuini, per complessivi 822 disegni.
- Il lascito di Giovanni Morelli , principe dei connoisseurs
italiani dell'Ottocento, è una fondaentale biblioteca di
cultura storico-artistica del secolo scorso e spazia dalle grandi
edizioni di collezioni pubbliche e private alla fittissima serie
di cataloghi di case fotografiche e case d'asta. Il lascito consta
di 546 volumi.
- Il fondo di Camillo Boito , costituito di circa 1330
volumi, rappresenta all'oggi, specie per la ricchissima miscellanea,
il coarcevo più ricco per lo studio dell'architettura medievale
lombarda nella sua prospettiva di fine Ottocento.
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| Il
gabinetto dei disegni e delle stampe |
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La raccolta dei disegni e stampe dell'Accademia di Brera è
costituita in prevalenza da materiali tardo settecenteschi e soprattutto
ottocenteschi che si possono suddividere in due distinti corpi.
Il primo comprende:
- le grandi acquisizioni di disegni provenienti dal collezionismo
privato (amatori d'arte e artisti stessi), con l'esclusione
della raccolta Acqua di disegni antichi acquistata nel 1857
e passata in Pinacoteca già all'inizio del Novecento
- l'intero corpus incisorio di Raffaello Morghen, proveniente
dalla collezione di Giuseppe Bossi;-gli album della donazione
Ala Ponzoni, e cioè la raccolta Sanquirico di stampe
acquerellate e incisioni settecentesche di argomento teatrale
- i disegni di Architettura relativi ai progetti del periodo
napoleonico e le prove dei concorsi di privata istituzione
(1 860-1 890 circa)
D i disegni di Architettura e di omato dei Grandi Concorsi,
presentati alle Esposizioni fino all'Unità
- le prove di Incisione dei Concorsi di prima Classe, anch'esse
in mostra per cinquant'anni circa. A questo corpo appartengono
i disegni più famosi dei fratelli Galliari, di Giacomo
Quarenghi, AndreAppiani, Giuseppe Bossi, Francesco Hayez;
i progetti celebrativi e di sistemazione dell'area urbana
degli anni napoleonici (Barberi, Bargigli e anonimi); i
progetti dei concorsi Vittadini; infine le opere di grafica
dei Grandi Concorsi, di cui è stata catalogata solo
la parte concernente la Scuola di Architettura
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Il secondo comprende:
- i disegni e le stampe appartenenti alla cosiddetta "suppellettile
didattica" (i fogli di lavoro propriamente), e cioè
gli exempla dell'insegnamento, acquistati programmaticamente
secondo necessità sin dall'origine
- i disegni e, in piccola parte, le incisioni prodotti dalla
scuola o nel suo diretto ambito per cinquant'anni circa,
e cioè i disegni dei Concorsi di Seconda Classe,
del Pensionato Romano (poi riciclati come modelli), più
o meno dal periodo napoleonico all'Unità
- I restanti materiali di incisione e disegni si possono
delineare come materiali connessi all'insegnamento : Scuola
di elemento e di figura, Scuola di ornato, del Nudo, Sala
delle statue, Scuola di Paesaggio, di Litografia e di Anatomia
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| La
quadreria |
Fino
al 1882 l'Accademia di Brera possedeva tutti i quadri antichi conservati
attualmente nella Pinacoteca di Brera dopo le sono rimasti solo i
quadri che nel corso del XIX secolo avevano vinto i concorsi di pittura,
di istituzione governativa e privata.
Queste opere sono un documento interessante dei criteri con cui si
insegnavano le arti figurative nell'Ottocento. A questo nucleo si
sono aggiunte successivamente le opere donate da personaggi importanti
della vita culturale milanese, come Stefano Stampa (dell'entourage
manzoniano), il marchese Ala Ponzone e lo stesso Hayez.
Tutti i quadri sono depositati nella quadreria e, in parte, destinati
all'arredo di locali di rappresentanza; sono stati schedati in tre
volumi del catalogo della Pinacoteca di Brera, pubblicato da Electa
tra il 1993 e il 1996 curato da F. Mazzocca. |
| Fototeca |
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All'inizio del 1840 il Consiglio Accademico acquistò per
circa 400 franchi una macchina fotografica che venne collocata in
biblioteca e affidata al professore di prospettiva.
Non restano, purtroppo, tracce delle sperimentazioni di questo periodo
e solo intorno al 1851 si registra un nuovo interesse per la fotografia
nella versione calotipica e per mano di un grande fotografo, Luigi
Sacchi, il cui più consistente nucleo di esemplari da negativo
di carta giunse in dono da Francesco Hayez.
L'impiego della fotografia nella didattica si consolida negli anni
'50, soprattutto nella Scuola di elementi di figura con acquisti
di riproduzioni di sculture di età romana dell'atelier Luswergh
e in quella di architettura.
La presenza in Accademia di Camillo Boito e di Giuseppe Mongeri
permettono l'incremento della raccolta fotografica con acquisti
presso Alinari, Brogi, Sommer, Moscioni che proseguirà fino
agli anni Venti quando la diffusione del libro d'arte illustrato
da fotografie soppianterà definitivamente l'impiego delle
tavole sciolte.
Oltre agli acquisti legati alla didattica sono da ricordare i lasciti
:
- 1700 prove positive donate da Giuseppe Mongeri raccolte
in tredici volumi
- la preziosa raccolta (prevalentemente di pittura rinascimentale)
di Gustavo Frizzoni che contiene materiali riferibili a
Giovanni Morelli
- i numerosi album miscellanei della serie "Il bel
paese", costruita in Accademia probabilmente da Guido
Carotti
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