Storia dell'arte contemporanea 2 / LONGARI ELISABETTA

Disciplina:

Storia dell'arte contemporanea 2

AA:

2015

E-mail:

elisabettalongari@ababrera.it

Programma del corso:

Mitologia dell'atelier

L'atelier non è solamente il luogo fisico dove si svolge un lavoro, non è mai insignificante e intercambiabile, neppure per quegli artisti che sembrano lavorare lontano dal concetto classico di atelier, come i Land artisti, ad esempio, o gli artisti concettuali, coloro che lavorano site specific o addirittura in rete come i Net artisti. Anche se si può parlare a tutti gli effetti del presente come di un' epoca “post studio”, come è stato tempestivamente messo in luce negli anni Settanta da Daniel Buren nel suo saggio Funzione dello studio, l'atelier, inteso come luogo che detta le condizioni dell'opera, è comunque una sorta di acquario, ritagliato sulle esigenze materiali e psicologiche degli autori, ed è anche il primo luogo espositivo. Verranno dunque analizzati esempi forniti dall'arte nel corso dei secoli, concentrandoci soprattutto sul XX secolo, percorrendo una serie di luoghi significativi in cui ciascun artista predispone rituali e addensa nutrimenti legati alla propria pratica. Alcuni esempi trattati: il giardino di Giverny di Monet, lo studio di Hannover dove nasceva e si sviluppava giorno per giorno il Merzbau di Schwitters, lo studio parigino di Mondrian, gli studi di Picasso, quello di Giacometti, quello di Brancusi e quello di Bacon, addirittura smontati e rimontati filologicamente altrove, ciascuno rappresentativo di un determinato mondo e di un certo modo di concepire l'arte. Altri esempi dei giorni nostri, quali l'impresa commerciale di Murakami o il funzionamento della strada o della rete come sostituti dell'atelier, forniranno spunti per una serie di riflessioni sul legame tra atelier e spazio espositivo.

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA di riferimento (in grassetto i testi obbligatori)

Svetlana Alpers, L’officina di Rembrandt, Einaudi, Torino 1990 Francesca Alfano Miglietti, Per-corsi, Skira, Milano 2011 Francesco Arcangeli, Giorgio Morandi, Einaudi, Torino 1981 Dore Ashton, A Fable of Modern Art, 1980 Bacon—Picasso. The life of images, Musée Picasso, Paris 2005. Francis Bacon’s studio, a cura di Margatira Cappock, Merrell, London- New York 2005 Honoré de Balzac, Le chef-d’oevre inconnu Costantin Brancusi, “Riga” n. 19, Marcos y Marcos, Milano 2001 Brancusi, L’opera al bianco, a cura di Paola Mola, Peggy Guggenheim, Skira, Milano 2005 Brancusi & Duchamp, “Les carnet de l’Atelier Brancusi”, Centre Pompidou, 2000 Daniel Buren, Fonction de l’Atelier, 1971, in Ecrits vol.1, 1991 Georges Clemenceau, Claude Monet. Les Nymphéas, Terrain vague, 1990 Jean Hoffmann, The Studio, MIT Press, 2012 Tacita Dean. The studio of Giorgio Morandi, MAMBO, Bologna 2013. Georges Didi-Huberman, La peinture incarnée, 1985 Jean Michel Folon, Che emozione parlarvi di Morandi, in “Repubblica”, 14 ottobre 1996 Jean Genet, L’atelier d’Alberto Giacometti, 1958 Alberto Giacometti, “Riga” n. 11, Marcos y Marcos, Milano 1996 Michel Leiris, Le Pientre et son Modèl Brian O’ Doherty, White Cube, L’espace de la galerie et son idéologie, JPR Ringier, 2000. Elisabetta Orsini, Atelier, I luoghi del pensiero e della creazione, Moretti & Vitali, Bergamo 2012 Michael Peppiatt, Francis Bacon à l’atelier, 1999 Michael Peppiatt, Alice Bellony-Rewald, Imagination's chamber : artists and their studios ,1983 Judith Richards, Inside the Studio: Two Decades of Talks with Artist in New York, 2004 David Sylvester, Francis Bacon. The brutality of fact, 1981 Roberto Tassi, L’atelier di Monet, Garzanti, 1989 Christopher Turner, Bacon Dust in http://www.cabinetmagazine.org/issues/35/turner.php Cataloghi: L’officina del mago. L’artista nel suo atelier 1900-1950, a cura di Ada Masoero, Skira, Milano 2003 Picasso and Braque: Pioneering Cubism, Museum of Modern Art, New York City, 1989. The Studio Reader, Univ of Chicago Press, 2010 FILMOGRAFIA Fiction: La belle noizeuse, Jacques Rivette, 1991, ed integrale Documentari: Francis Bacon, La Brutalità delle cose, 60 minuti Brancusi Filme, 1923-1939, 56 minuti André Breton, 42 rue de la Fontaine, Paris, 67 in due Gabriele Di Matteo, My time. Ma peinture ne viens pas du chevalet, 2008. 14 ore ca. un estratto: http://www.youtube.com/watch?v=Muyx06FTRjM William Kentridge, 5 Thems, Parcurs d’atelier, Artist in the Studio, 2007 William Kentridge, Videoplayback, La vita nello studio, conferenza, Tel Aviv Alberto Giacometti, 1966, 28 minuti Henri Matisse, 1993, 26 minuti Monet a Giverny. 50 minuti Claude Monet ou la quete de l’absolu. Entretien avec Alain Vollerin. Gustave Moreau, L’ouvrier assembleur de reves. La polvere di Morandi, 2013, 60 minuti Piet Mondrian, Nello studio di Mondrian, 52 minuti Davide Mosconi, Intervista, ottobre 1991 Le mystère Picasso (1956), Henri-Georges Clouzot Jackson Pollock, Hans Namuth, due filmati, 1951 “Qui le $ # % & est Jackson Pollock ?" http://www.youtube.com/watch?v=KNwvUco146c How to make a Book with Seidl, 2010, 88 minuti

Caratteristiche del corso:

teorico

Obbiettivi dl corso:
L’esame consta di due parti: la prima è l’elaborazione personale da parte del candidato di un discorso autonomo di approfondimento su un tema o un aspetto preventivamente concordato con la docente. Da evitare i macroargomenti o i tagli monografici, scegleire piuttosto lo sviluppo di un elemento linguistico nel lavoro di uno o più artisti. L’approfondimento può essere tanto scritto, in forma di tesina, rispettando le regole tipografiche per la compilazione delle note e della bibliografia, quanto orale, in forma di breve lezione frontale, con l’ausilio di immagini e/o presentazioni in power point e/o video, tenuta in aula alla presenza degli altri iscritti al corso. La seconda parte dell’esame è una verifica delle cognizioni sull’arte contemporanea che avviene in sede d’appello e si basa sul manuale prescelto e obbligatorio: Francesca Alfano Miglietti, Per-corsi, Skira, Milano 2011
Orario e aula:
Precondizioni di accesso:

Per frequentare il corso è necessaria una buona conoscenza della lingua italiana

Viene consigliata l’iscrizione al presente corso agli studenti che desiderino fare una ginnastica tra le diverse aree espressive: dal cinema alla letteratura, dal teatro all’arte visiva in senso stretto, per mettere in relazione esiti e meccanismi creativi analoghi.

Tipologia si Esame finale:

Sarà indispensabile, per iscriversi e sostenere l’esame, avere frequentato almeno il 50% delle lezioni frontali, e svolgere una tesina scritta su un argomento d’ interesse per lo studente preventivamente concordato con la docente sia nel merito che nel metodo. La valutazione verterà in uguale misura sul risultato del colloquio, in cui viene richiesta una conoscenza approfondita della storia delle immagini soprattutto dall’ottocento a oggi, e sul giudizio sulla tesina ( con relativa bibliografia) che dovrà pervenire alla biblioteca di Brera 1 entro e non oltre la prima settimana di settembre. Svolgendosi il corso nel secondo semestre è infatti sconsigliabile presentarsi all’appello di giugno.

Verifiche durante il corso:
Crediti formativi
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Curriculum professionale:
Curriculum
Note Docente
Allegati pubblici