Scenografia 1 / BIGI FERRUCCIO

Disciplina:

Scenografia 1

AA:

2018

E-mail:

ferrucciobigi@ababrera.it

Programma del corso:

Laboratorio di Progettazione e Composizione Scenografica | Docente Prof. Ferruccio Bigi

Programma PRIMO CORSO Anno Accademico 2017 | 2018

 

Informazioni importanti:

Il corso si svolge in 15 settimane con lezioni il lunedì, il martedì e il mercoledì dalle 13,00 alle 19,00; al termine delle 15 settimane lo studente ha ancora a disposizione alcuni incontri (rientri) con il docente (vedi calendario). 

Il giorno e l’orario delle presentazioni e di verifica del lavoro svolto saranno comunicati per e-mail e in aula attraverso avvisi esposti in bacheca.

La frequenza al corso è obbligatoria ed è importante non eludere le caratteristiche di elaborazione teorica e di laboratorio, tipiche delle Accademie, mantenendo, oltre le normali verifiche stabilite dal programma, un rapporto costante con i docenti per una crescita sia tecnica che critica del lavoro. 

Le assenze alle presentazioni ed alle verifiche costituiscono punteggio negativo che concorre alla valutazione finale dello studente.

All’esame lo studente deve presentare tutti i lavori svolti durante l’anno, impaginati secondo le indicazioni del docente. La mancanza di elaborati costituisce punteggio negativo per la valutazione dello studente.

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Prima parte

Da fare: Gabbia prospettica (china su carta da lucido 50x70). 

Tempo: 1 settimana

Da fare: Pianta e sezione palcoscenico e distribuzione delle quinte, dei soffitti e del fondale. 

Tempo: 1 settimana

 

Lezione sul teatro: il palcoscenico (nomenclatura), la scenotecnica (nozioni di base), la scenografia, la luce.

 

Da fare: Nella gabbia prospettica ridisegnare a grafite e poi con tecnica libera, una scenografia scelta tra i libri e i siti web consigliati. Riflettere sull’idea interpretativa e compositiva sviluppata dallo scenografo, sull’uso dello spazio, dei materiali utilizzati, sull’uso della luce e di eventuali movimenti e cambi di scena. 

Tempo: 1 settimana

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Seconda parte 

Lezione sulla realizzazione di una ricerca storico iconografica.

 

Dal Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero

IL MINOTAURO.

L'idea d'una casa fatta perché la gente si perda, è forse più singolare di quella d'un uomo con testa di toro; ma le due reciprocamente s'aiutano, e l'immagine del labirinto conviene all'immagine del Minotauro. Ci sta bene, nel centro d'una casa mostruosa, un abitante pure mostruoso.

Il Minotauro, mezzo toro e mezzo uomo, nacque dagli amori di Pasifae, regina di Creta, con un toro bianco che Poseidone fece uscire dal mare. Dedalo, autore dell'artificio che permise a quegli amori di realizzarsi, costruì il labirinto per rinchiudervi e occultarvi il figlio mostruoso. Questo mangiava carne umana; per nutrirlo, il re di Creta pretese da Atene un tributo annuo di sette giovani e sette fanciulle. Teseo decise di liberare la sua patria da quel gravame, e si offrì volontariamente. Arianna, figlia del re, gli dette un filo perché non si perdesse nei corridoi; l'eroe uccise il Minotauro e poté uscire dal labirinto.

Ovidio, in un pentametro che procura di riuscire ingegnoso, parla di uomo mezzo toro e toro mezzo uomo; Dante, che conosceva le favole degli antichi ma non le loro monete e i loro monumenti, immaginò il Minotauro con testa d'uomo e corpo di toro (Inferno, XII, 1-30).

Il culto del toro e della doppia ascia (dal cui nome labrys poté derivare labirinto) fu tipico delle religioni preelleniche, che celebravano tauromachie sacre. Forme umane con teste di toro figuravano, a giudicare da dipinti murali, nella demonologia cretese. Probabilmente la favola greca del Minotauro è una tarda e sbiadita versione di miti antichissimi; è l'ombra di altri sogni ancora più orribili.

 

Da fare: ricerca storico iconografica su: labirinti, Minotauro, tauromachie sacre, ecc; disegni a grafite e a colori (tecnica a scelta, meglio se con photoshop) del personaggio/costume/macchina 

Tempo: 2 settimane

 

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Terza parte 

Presentazione del libro Eventi di Thomas Bernhard e del brano selezionato. 

La poetica di Bernhard centrata sull’alienazione dell’individuo in una natura e in una società a lui estranee, la vacuità di ogni forma di comunicazione, la brutalità del potere, la desolazione della provincia, la morte o la pazzia in fondo al vicolo cieco dell’esistenza. L’universo poetico dello scrittore, le sue immagini ancorate alla sua personale esperienza esistenziale e nello stesso tempo saldamente ancorata alla tradizione letteraria: il “freddo” di reminiscenza holderliniana, le tenebre, la voragine (nelle diverse forme del “precipitare”), l’urlo che si ribalta in afonia, la nausea sartiana degli oggetti.

 

Una macchina simile a una ghigliottina seziona in tronconi un blocco di gomma che scorre lentamente, e li fa ricadere sul nastro trasportatore che scorre al piano inferiore, dove delle aiuto operaie hanno il compito di controllare i tronconi recisi e di imballarli in grandi scatole di cartone. La macchina è in funzione da pena nove settimane, e nessuno dei partecipanti alla cerimonia dimenticherà mai il giorno in cui venne consegnata alla direzione della fabbrica. La macchina era stata trasportata nello stabilimento con un vagone ferroviario appositamente costruito, e gli oratori ufficiali sottolinearono che essa costituiva una delle più notevoli conquiste della tecnica. Al suo ingresso trovo a riceverla una banda, e operai e tecnici raccolsero col berretto tra le mani. Le operazioni di montaggio durarono 14 giorni e i proprietari si convinsero della sua affidabilità e della sua capacità produttiva. La macchina deve essere solo lubrificata con regolarità, ogni 14 giorni, usando dei particolari oli. Per far questo non operaia deve arrampicarsi su una scaletta a chiocciola di acciaio e versare lentamente l'olio in una valvola. All'operaia si spiega tutto nei minimi dettagli. Tuttavia la giovane scivola così sventuratamente da venir decapitata. La testa rotola in basso, come i tronconi di gomma. Le operaie al nastro trasportatore sono così inorridite da non poter gridare. Trattano la testa della ragazza come i tronconi di gomma, per abitudine. L'ultima afferra la testa e l'imballa in una scatola di cartone.

 

Da fare: Ricerca storico iconografica, realizzazione di un moodboard | conceptboard. 

Tempo: 2 settimane

 

Lezione sulla creatività e sul metodo di realizzazione di un progetto.

 

Da fare: Realizzazione di un concept: disegni a grafite e a colori (tecnica a scelta, meglio se con photoshop)

Tempo: 3 settimane

Da fare: Realizzazione del progetto esecutivo: 

storyboard per individuare i vari momenti dello spettacolo, le atmosfere, ecc.

studio delle luci

bozzetti della scena e dei costumi, 

disegni tecnici, 

(realizzazioni di elementi di scena e/o dei costumi)

Tempo: 5 settimane + rientri

 

BIBLIOGRAFIA

 

A.Nicoll    Lo spazio scenico. Storia dell'arte teatrale.   Bulzoni

F.Mancini   Scenografia italiana.  Frat.Fabbri Edit.  

J.Svoboda   I segreti dello spazio teatrale  UBU Libri

F.Mancini   L'evoluzione dello spazio scenico  Dedalo Libri 

F.Mancini L'illusione alternativa Einaudi

M.Fagiolo La scenografia italiana   Sansoni

A.Pinelli Lo spazio dello spettacolo: dal teatro umanistico al teatro dell'opera  Sansoni

P. Brook Il teatro ed il suo spazio   Feltrinelli

A. Artaud Il teatro ed il suo doppio   Einaudi

V. Del Prato Manuale di scenografia  La Nuova Italia Scientifica

R. Richelli La rappresentazione prospettica ed il progetto scenografico

D. Bablet  La scena e l'immagine    Einaudi

H. Gombrich Arte ed illusione   Einaudi

R. Arnheim Arte e percezione visiva   Feltrinelli

M. McLuhan  Gli strumenti del comunicare   Il saggiatore

 
Bibliografia:
Caratteristiche del corso:
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Orario e aula:
Precondizioni di accesso:
Tipologia si Esame finale:
Verifiche durante il corso:
Crediti formativi
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Curriculum professionale:

Nato nel 1959 a Milano si diploma in Scenografia all’Accademia di Brera. Progetta scenografie e costumi per il teatro di prosa e il teatro musicale. Collabora con lo Studio Festi alla progettazione di spettacoli e grandi allestimeti di luce per ricorrenze festive in citta italiane ed estere. Dal 1997 insegna Scenografia all’Accademia di Brera. Negli ultimi anni ha orientato il suo interesse verso il design di mostre e spazi per eventi aziendali.

 

 

 
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