La sinfonia delle pietre

Martedì, 15 Ottobre, 2013 - 21:00
 
La sinfonia delle pietre
Le sculture sonore di Pinuccio Sciola
(Omaggio a John Cage)
 
 
Martedì 15 ottobre 2013 ore 21.00
Mercoledì 16 ottobre 2013 ore 21.00
 
Lunedì 14 ottobre ore 20.00
Prova generale aperta per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera
 
Un progetto della Scuola di Scenografia - Triennio: Direttore Prof. Davide Petullà
Coordinamento del progetto: Prof Roberto Favaro - Prof. Gastone Mariani
Responsabile dei costumi: Prof.ssa Paola Giorgi
Responsabile delle luci: Prof. Arch. Domenico Nicolamarino
Tutor alla didattica: Stefania Coretti - Isabella Fumagalli
 
Regia e coreografia: Laura Pulin
Creato con e interpretato da: Paola Bedoni, Elisabetta Cortella, Elena Friso, Giovanna Trinca, Luca Zangheri
Con la collaborazione degli allievi della Scuola di Scenografia: Elisa Galluzzo, Elena Giannangeli, Xiu Li, Sara Rossi, Rui Wu, Rita Sponzilli
Coordinamento musicale e percussioni: Maurizio Ben Omar
Regia del suono: Marcellino Garau
Interventi sonori performativi: Gianmaria Aprile e i Luminance Ratio, Marcellino Garau
Con la partecipazione speciale di: Pinuccio Sciola
Scene: Giulia Rossena
Scenografi realizzatori: Rui Wu, Rita Sponzilli, Giulia Alvaro, Francesca Cioccarelli, Francesca Bonomini, Antonia D’Orsi, Sara Filippini, Silvia Liberato,  Giulia Rossena, Laura Temporin
Costumi: Rosemary Amodeo, Elisa Brugnara, Camilla Donati, Viola Donati, Camilla Folino, Elisa Galluzzo, Elena Giannangeli, Alessia Madau, Olga Mantegazza, Alice Rossi, Park Jeewoo.
Assistenti alle Luci: Alessandro Bozzoli, Maria Virzì
 
Spettacolo a ingresso libero
Ex-Chiesa di San Carpoforo - Milano
Via Marco Formentini 12
Durata: 50 minuti
Spettatori a spettacolo: n° 70
PRENOTAZIONI e informazioni: sinfoniadellepietre@gmail.com
Le prenotazioni sono limitate ad un massimo di  40 posti
 
Lo Spazio, il Gesto, il Suono.
 
La capacità di generare e lasciar fluire impulsi creativi e di sviluppare una maggiore conoscenza del proprio corpo sono di fondamentale importanza per chiunque sia interessato a generare opere, processi o performance artistiche. Lo sviluppo della capacità di ascoltare le suggestioni e gli stimoli del nostro corpo, in relazione anche allo spazio e agli altri, permette il raggiungimento di un primitivo “stato di danza” che può dialogare creativamente e intimamente con gli oggetti nello spazio, con le forme architettoniche, con le opere plastiche.
Il laboratorio “Lo Spazio, il Gesto, il Suono”, tenuto nel corso dell’anno accademico 2012-13, è nato  dall’ispirazione offerta dalle opere sonore di Pinuccio Sciola e dallo stimolo forte a costruire una performance intorno a questi meravigliosi oggetti scultorei e insieme musicali. Il seminario ha così voluto esplorare e sperimentare una dimensione centrale per chiunque ambisca a operare professionalmente nell’ambito del teatro e dell’arte: la centralità del corpo in relazione alla scena. Un corpo che rifiuta l’estetica fine a se stessa, e che tenta di ritrovare una dimensione interiore, abbandonando paradigmi e strumenti autoreferenziali o autorappresentativi.
Lo spazio, il gesto, il suono, ma anche la creatività e l’individualità artistica di ognuno dei partecipanti è stato il fulcro dell’intero progetto. Un laboratorio che si è configurato come esperienza per il singolo artista ma anche come momento collettivo di sperimentazione e crescita professionale. Il training e gli esercizi di improvvisazione svolti singolarmente, in coppia, in gruppo, hanno stimolato gli studenti ad esplorare nuove potenzialità per il proprio corpo e a gestire il flusso creativo di idee ed impulsi, aprendo in tal modo nuovi orizzonti nel collegamento artistico, tra gesto, suono, spazio, tempo ed emozioni.
Entrando direttamente in scena gli studenti hanno sperimentato così da protagonisti l’emozione di comunicare con il gesto, di veicolare una narrazione tramite il movimento coreografato e/o improvvisato all’interno di una performance, dimostrando infine di essere dotati di grande sensibilità artistica e disponibilità a sperimentare nuovi strumenti e nuovi tracciati espressivi.
Quello che gli spettatori vedranno e ascolteranno sarà dunque l’esito di un percorso articolato e completo di formazione e didattica delle arti performative e sceniche. Un percorso sperimentale che si è dato degli obiettivi primari: vivere la scena non solo dal punto di vista del professionista della scenografia, ma anche dell’attore/danzatore/interprete; sviluppare una maggiore consapevolezza artistica del corpo e della sua relazione con lo spazio scenico; generare originali percorsi di reazione ed azione grazie a stimoli sonori e musicali, in particolare grazie all’ausilio delle pietre sonore di Pinuccio Sciola; sperimentare strumenti di improvvisazione in contesti silenziosi o musicali; mettersi in gioco all’interno di dinamiche di gruppo che hanno avuto come finalità la produzione di una performance artistica collettiva.
L’esito di questo lavoro di preparazione e studio è  stato infine la realizzazione di un vero e proprio processo creativo che mettesse gli studenti nelle condizioni di creare una performance finale, percorso le cui fasi principali si possono così riassumere: focus sull’idea, le pietre sonore; gli interpreti, con un lavoro di cesello sui principali elementi creativi suggeriti dal laboratorio, con particolare riferimento al movimento, al gesto e alla danza; l’improvvisazione legata al contesto musicale e spaziale del luogo e delle pietre sonore da esso ospitate, un’improvvisazione che nasce dalle sonorità arcaiche ed evocative delle pietre di Pinuccio Sciola.
 
Laura Pulin
 
 
 
Il progetto didattico.
“La sinfonia delle pietre. Le sculture sonore di Pinuccio Sciola (omaggio a John Cage)”
 
Il progetto, dal carattere interdisciplinare, si è posto, nel corso dell’anno accademico 2012-13, l’obiettivo di realizzare una performance con il coinvolgimento degli stessi studenti, oltre che nell’ideazione e nella realizzazione del progetto scenico, anche nell’azione spettacolare. Le sculture sonanti di Pinuccio Sciola sono l’epicentro di questo progetto in cui azione scenica, scultura, arti visive, musica, scenografia, coreografia, letteratura, costume, fotografia, video art, vengono fatti dialogare con l’obiettivo di mostrare le intense interazioni e stimolazioni tra i diversi campi dell’arte, dell’espressione umana, della comunicazione. Lo spettacolo, che non ha carattere narrativo ma evocativo e sperimentale (anche in omaggio alla figura di John Cage),  porta dunque gli studenti a cimentarsi non solo con la realizzazione pratica dell’elemento scenico, ma anche con la parte gestuale e coreografica, costumistica, visiva, musicale e sonora. In questo senso il progetto è stato, è e sarà in modo stabile un work in progress di cui non è data una linea o una struttura definitiva ma solo una serie di tracciati ancora da percorrere e da svolgere (da ridefinire di volta in volta, a seconda degli spazi, dei contesti, delle atmosfere, delle ambientazioni espositive proposte) proprio dagli studenti che sono e saranno parte attiva (come esecutori delle pietre, come corpi in movimento, come indossatori di costumi) della performance stessa.
Una parte del progetto, curata dagli studenti del terzo anno del corso di Scenografia del Prof. Gastone Mariani, verte in modo specifico sulla progettazione dello spazio scenico. Altre parti del progetto, che sono dunque aperte agli studenti di altre cattedre di Scenografia, riguardano l’ideazione stessa dello spettacolo, della sceneggiatura, dei costumi, della coreografia, della sinfonia delle pietre. È parte predominante del progetto la definizione di ognuno di questi percorsi e la loro reciproca coordinazione e intersezione. Un’occasione dunque preziosa per gli studenti e per l’intero Dipartimento di agire dall’interno dei meccanismi spettacolari e artistici, di apprendere una serie di competenze trasversali, intercomunicanti, di mettere in gioco un vasto orizzonte di discipline artistiche e di linguaggi della comunicazione, infine di dialogare e interagire con esperti e operatori dei diversi ambiti della spettacolarità e dell’arte, a partire proprio da Pinuccio Sciola, dalla sua arte, dalla sua idea aperta e affascinante di scultura che suona.  Ma il progetto “La sinfonia delle pietre” di Brera coinvolge didatticamente altre autorevoli personalità  dell’arte e dello spettacolo, chiamate a dare il loro contributo formativo e ideativo: dalla coreografa Laura Pulin al musicista e percussionista Maurizio Ben Omar, dalla costumista Paola Giorgi ai musicisti elettroacustici Gianmaria Aprile (con Luminance Ratio) e Marcellino Garau.
“La sinfonia delle pietre” nasce e si muove lungo questo tracciato progettuale, disponibile a più luoghi espositivi e performativi, “suonerà” e agirà ancora, quando ve ne sarà la possibilità, l’occasione, la necessità. La sinfonia delle sculture di Sciola è una musica in itinere, che durerà a lungo, almeno fintantoché ci saranno pietre o qualsiasi altra cosa da suonare nel mondo.
 
Roberto Favaro
Gastone Mariani