OneWeek

Mercoledì, 27 Giugno, 2018 - 18:30

 

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STEFANO LUTAZI - HOU KESHAN - MA XIAOBO - TANG JING - ZHAO XIZHE

Esposizione Temporanea degli studenti del Biennio di Pittura, Simona Uberto

Comunicato Stampa a cura di Alessia Venosa, Biennio di Visual Cultures e Pratiche Curatoriali.

Studio Grasberg I Via G. Revere, 6 - Milano
Mezzi: MM Cadorna e dopo a piedi per circa lO minuti

Inaugurazione mercoledì 27 giugno 2018 ore 18.30

Apertura dal 27 giugno al 03 luglio, solo su appuntamento celI. 347-9491382

Il Corso di Pittura, prof.ssa Simona Uberto - dell'Accademia di Belle Arti di Brera,
presenta una serie di mostre personalizzate in spazi privati nella città di Milano con lo scopo
di dare l'opportunità agli studenti di un primo contatto con la realtà espositiva fuo ri
dall'Accademia.
Per il mese di giugno, i profess ionisti aderenti al progetto, mettono a disposizione i loro Studi
privati milanesi, per ospitare i giovani artisti del Biennio di Specializzazione.
Presso Studio Grasberg, Società di Consulenza Finanziaria, di Giuseppe Guglielmi si
svolgeranno le esposizioni di Stefano Lutazi, Hou Keshan, Ma Xiaobo, Tang fing e Zhao
Xizhe, i giovani arti sti iscritti al Corso di Pittura, con la prof.ssa Simona Uberto
.
Filo conduttore di questa seconda esposizione è la creazione di nuovi immaginari, attraverso
un'intima ricerca e un profondo studio, portato avanti dai cinque giovani artisti, che si sono
distinti per un'originale traduzione del proprio io e del mondo che li circonda, attraverso la
creazione di realtà e narraz ioni. Un racconto fatto per immagini, come indagine che si insinua
in profondità.

Partendo dalla propria figura, Stefano Lutazi apre il suo sguardo alla moltepli cità,
all'intersecarsi di dinamiche esterne, come scardinamento dei propri confini e come continua
irruzione del mondo esterno nella realtà interiore. Il corpo è inteso come ente attraverso il
quale esperire il rea le e, al tempo stesso, esserne influenzati. Esso è punto di partenza per una
comprensione profonda, che va oltre la superficie e che si addentra nella coscienza
individuale. Un'u lteriore realtà, recondita e altrettanto ricca di informazioni, è raccontata
tramite una serie di opere che hanno come protagonista la figura umana, la quale è immersa
in una densa materia nera, che la avvolge e la esalta. Una presenza che si disso lve nello spazio
materico, rimanendo comunque la protagonista.

Dalla figura umana all'ambiente chiuso e abbandonato, come generatore di ricordi ed
emozioni. Questi immaginari surreali sono parte fondante del lavoro di Hou Keshan, che si
muove attraverso video-installazioni, producendo una simbiosi perfettamente orchestrata tra
questo medium e lo spazio circostante. La simulazione di una realtà digitale e virtuale, che
risulta essere illusoria e onirica, permette la creazione di un altro mondo, speculare a quello in
cui viviamo. Uno sguardo visionario produttore di questioni, che lascia aperta la narrazione,
rendendo la libera di vagare ed esplorare.

Dallo spazio visionario si passa alla narrazione di Ma Xiaobo, tradotta attraverso la serie
"L'illusione colore", la quale porta ad un'esposizione dell'inganno, inteso come motore di
creazione per l'opera d'arte. Un vagheggiamento del colore e della forma, diretto dalla
continua innovazione, alla costruzione di nuovi immaginari, attraverso sotti li griglie ottiche
illusorie.

Proseguendo nella costruzione d'immaginari, anche Tang Jing ha utilizzato il metodo
dell'illusione e della conseguente rivelazione, attraverso "II volto dell'emozione".
Predominante è il segno che, per mano dell'artista, cresce e s'infittisce con linee colorate che
portano al nero, l'immagine si alleggerisce e si disperde, sulla superficie si crea una presenza
velata difficilmente identificabile.

Disvelamento e scoperta sono evidenti nei dipinti di Zhao Xizhe, la cui pittura evanescente è
avvolta e protetta. Parole tradotte in immagini, visioni velate e mascherate, immerse in una
pittura materica e, al tempo stesso, sfumata e inconsiste nte. La parola è parte fondante della
narrazione, completa !'immagin e e le permette di aprirsi allo sguardo dello spettatore. Arte
come merce? L'imballo come protezione porta al rivelarsi dell'immagine attraverso l'azione
diretta dello spettatore invitato a intervenire.