Tecniche e strumenti per lo studio, la produzione, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali (ciclo XLII)
L’Accademia di Brera è un’istituzione didattica fra le più antiche in Europa dedicata alla formazione artistica e ai beni culturali (fu fondata nel 1776 da Maria Teresa d’Austria). Essa comprende corsi di laurea articolati in due livelli e suddivisi nei tre dipartimenti di Arti Visive, Progettazione e Arti Applicate e Comunicazione e Didattica dell’Arte, a loro volta organizzati in dieci scuole che offrono corsi di diploma accademico di primo e secondo livello (tranne i corsi di Restauro, quinquennali a ciclo unico).
Da tempo è attivo un intenso scambio fra i suoi studenti sia in ingresso che in uscita e le università del territorio, in particolare al passaggio fra i cicli. In un certo numero di casi i suoi laureati hanno vinto borse di dottorato in diverse università italiane. L’istituzione del terzo ciclo soddisfa il bisogno di completare la formazione vasta e multidisciplinare offerta dall'Accademia, portandola al livello di alta specializzazione richiesto dalla società contemporanea e in particolare dallo sviluppo digitale anche nei settori di sua specifica competenza, come lo studio dei beni culturali.
Il corso di Dottorato è incentrato su un oggetto specifico, abbastanza vasto da unificare i temi di ricerca e di didattica presenti nell’Accademia di Brera e di importanza strategica per il paese: i beni culturali. Essi sono definiti dalla legge italiana come segue: “Sono beni culturali le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà” (art. 2, comma 2, del D.Lgs. 42/2004, “Codice dei beni culturali”). L’Italia è il paese più ricco al mondo di beni culturali protetti dall’Unesco (https://whc.unesco.org/en/list/stat) con 59 riconoscimenti; questi ultimi sono naturalmente solo una piccolissima frazione di eccellenza mondiale fra l’enorme numero di oggetti, musei, beni architettonici, scavi e collezioni che sono dispersi su tutto il territorio nazionale. Si tratta di una ricchezza per il paese, forse la sua più grande, che però è solo in parte riconosciuta e addirittura conosciuta, archiviata e studiata adeguatamente, protetta e restaurata, valorizzata per l’uso culturale e anche turistico. Il corso di Dottorato di Tecniche è strumenti per lo studio, la produzione, la conservazione e la valorizzazione dei Beni Culturali è importante perché nasce dall'esigenza di formare studiosi e professionisti di alto livello, dotati di una competenza multidisciplinare, adeguata agli ultimi sviluppi tecnici e culturali, che contribuiscono in maniera importante al lavoro urgente e necessario di conoscenza, classificazione, conservazione e valorizzazione di questo patrimonio. Si tratta di un dovere culturale che incombe sulla collettività nazionale per la manutenzione della nostra eredità collettiva; ma avrà anche ricadute economiche importanti per il paese, favorendo il turismo culturale e lo sviluppo delle comunità locali.
Formare dottori di ricerca con esperienze produttive e di studio nei settori della progettazione, della realizzazione, del restauro, della catalogazione e archiviazione, della valorizzazione e dello studio storico-teorico dei beni culturali, capaci di sviluppare percorsi di ricerca di livello internazionale e, al tempo stesso, di accedere ai livelli più qualificati fra il personale che opera in questi ambiti, destinati ad ampliarsi, e di collaborare con le diverse istituzioni che sovraintendono al patrimonio culturale, comprese le Università e gli enti di ricerca (CNR). Per ottenere questo risultato l’Accademia può avvalersi, al di là del Collegio Dottorale, di un personale docente particolarmente esperto e qualificato in tutti questi campi, di laboratori avanzati, di un patrimonio culturale, fotografico, documentario e di oggetti d’arte, oltre che di una biblioteca proprie e di una ricca rete di rapporti internazionali e nazionali con enti pubblici, privati, con aziende e artisti, insomma con tutti i protagonisti dell’innovazione culturale contemporanea. A questa ricchezza i dottorandi potranno accedere grazie a una didattica formale collettiva, dal carattere fortemente interdisciplinare e teorico-pratico, quindi anche laboratoriale. Oltre a questa didattica pensata congiuntamente per tutti i cicli, ogni singolo dottorando sarà avviato su un percorso individuale di specializzazione, che potrà avvalersi delle ricche risorse culturali e della vasta presenza di competenze specifiche della nostra istituzione, oltre che dell'ampia rete di relazioni e collaborazioni che l’Accademia intrattiene con i musei, le Università e le organizzazioni culturali di una città e di una regione specialmente fervida e attiva nel settore, come Milano e la Lombardia; oltre che di numerose collaborazione nazionali e internazionali qualificate.
Particolarmente importante sarà il lavoro di ricerca, conservazione e valorizzazione dello stesso, ricchissimo, patrimonio dell’Accademia, costituito da quantità ingenti di materiali diversi, in parte ancora inediti, che riflettono l’evoluzione storico-urbanistica e architettonica di Milano e dell’intero paese, le trasformazioni del gusto e lo sviluppo del pensiero sulla conservazione e il restauro nell’Italia unitaria fino alla Seconda Guerra Mondiale.
“Tecniche e strumenti per lo studio, la produzione, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali”, corso avviato col XL ciclo, è un dottorato di nuova concezione dalla natura fortemente interdisciplinare, che alle metodologie d’indagine squisitamente storico-artistiche associa competenze specifiche sui materiali, anche dal punto di vista chimico-fisico e del restauro, sui metodi e le sfide della catalogazione e dell’archiviazione dei beni culturali, soprattutto classici ed archeologici, medievali, moderni e anche contemporanei, e sugli strumenti di valorizzazione e di conoscenza più innovativi, specie di ambito digitale. La formazione proposta dal corso dottorale mira quindi a fornire non solo basi teoriche e pratiche delle discipline che afferiscono ai beni culturali nell’accezione più ampia, ma anche ad aprire nuovi orizzonti esplorativi e innovativi: per questo motivo, accanto a percorsi più “tradizionali” nel campo della storia dell’arte, della conservazione, della legislazione e della fotografia, si propongono percorsi interdisciplinari che tengono conto anche delle elaborazioni più attuali nell’ambito della cultura digitale e della comunicazione dei beni culturali, a cominciare dai progetti europei come anche dal catalogo nazionale elaborato dall'ICCD. Elementi importanti nell’ambito della proposta formativa risultano quindi l'innovazione tecnologica e anche le relazioni tra cultura e memoria, intesa come dimensione individuale e collettiva, identitaria e finanche conflittuale, come accade in quelle realtà politiche in cui tradizioni e beni culturali sono oggetto di contesa e distruzione.
La natura interdisciplinare e teorico-pratica del percorso dottorale è particolarmente adatta a formare figure professionali specialmente flessibili e versatili, adatte a intraprendere percorsi di elevata professionalità sia presso istituzioni universitarie, istituzioni AFAM ed enti di ricerca pubblici, italiani ed esteri, sia presso uffici ministeriali, sovrintendenze, musei e uffici culturali collocati nelle pubbliche amministrazioni, come anche presso imprese private e fondazioni altamente innovative ed interessate alla ricerca, in Italia e all’estero, e presso Enti locali (in particolare gli assessorati alla cultura e gli uffici da questi dipendenti) e agenzie di valorizzazione e di studio dei beni culturali, di promozione del turismo culturale sostenibile e della conoscenza dell’offerta artistica e culturale dei territori, compresi i centri minori. Il dottore di ricerca potrà quindi intraprendere percorsi finalizzati alla docenza, universitaria, media e presso istituzioni AFAM, attività di ricerca presso enti preposti (CNR); carriere nelle sovrintendenze, musei, pubbliche amministrazioni, imprese private, fondazioni culturali di elevata innovatività, in Italia e all’estero. Case editrici, fornitori di servizi specializzati in rete, media vecchi e nuovi interessati alla diffusione del patrimonio culturale sono altri sbocchi professionali prevedibili. In generale, è probabile che lo sviluppo del paese continui a portare nei prossimi decenni a un bisogno diffuso di conservazione e valorizzazione dei beni culturali, risorsa strategica per l’Italia, e che la specializzazione nella loro gestione sarà una competenza richiesta e necessaria.
Per il XLII ciclo il Corso di dottorato prevede n. 3 posti con borsa e n. 1 posto senza borsa.
L’importo annuo della borsa per la frequenza al corso di dottorato è fissato in € 16.243,00 al lordo degli oneri previdenziali a carico del percipiente.
La borsa è pagata in rate mensili posticipate.
Diplomi II livello
DASL06 - PROGETTAZIONE ARTISTICA PER L'IMPRESA
DASL07 - RESTAURO
DASL08 - NUOVE TECNOLOGIE DELL'ARTE
DASL09 - COMUNICAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO CONTEMPORANEO
DASL10 - DIDATTICA DELL'ARTE
DASLQ01 - Diploma accademico di II livello a ciclo unico abilitante alla professione di restauratore di beni culturali
Lauree
2/S (specialistiche in archeologia)
5/S (specialistiche in archivistica e biblioteconomia)
10/S (specialistiche in conservazione dei beni architettonici e ambientali)
12/S (specialistiche in conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico)
13/S (specialistiche in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo)
15/S (specialistiche in filologia e letterature dell'antichita)
24/S (specialistiche in informatica per le discipline umanistiche)
55/S (specialistiche in progettazione e gestione dei sistemi turistici)
73/S (specialistiche in scienze dello spettacolo e della produzione multimediale)
83/S (specialistiche in scienze economiche per l'ambiente e la cultura)
95/S (specialistiche in storia dell'arte)
100/S (specialistiche in tecniche e metodi per la societa dell'informazione)
101/S (specialistiche in teoria della comunicazione)
LMR/02 Conservazione e restauro dei beni culturali
Scaricare il bando al seguente link:
https://ww2.
Tempi di candidatura: dal 7 settembre all'8 ottobre 2026.
L’ammissione al Corso di dottorato prevede una procedura di selezione, a sbarramento, per titoli ed esami (prova scritta e orale).
In merito alla valutazione dei titoli, la Commissione considererà la seguente documentazione specifica:
Sia la candidatura al Corso di dottorato sia l’immatricolazione si presentano esclusivamente mediante procedura online, non è richiesta la consegna di documenti cartacei.
Il percorso di dottorato dura di norma 3 anni e prevede la frequenza obbligatoria.
La candidatura al Corso di dottorato prevede il versamento di:
L’iscrizione al Corso di dottorato, al primo e agli anni successivi, prevede il versamento di:
È possibile eseguire il pagamento della tassa governativa dall’estero tramite bonifico bancario con queste coordinate.
Intestatario: Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara
Causale: Test ammissione dottorati
IBAN: IT45R 07601 03200 0000 0000 1016
CODICE BIC/SWIFT: area euro BPPIITRRXXX, area non euro POPOIT22XXX
Indirizzo: Via Rio Sparto, 21, CAP 65100, Pescara, Italia
Sede del Corso: Via Brera 28 – 20121 Milano (MI)
Coordinatore del Corso: Prof.ssa Martina Corgnati – martinacorgnati@fadbrera.edu.
Ufficio Dottorati - dottorati@accademiadibrera.
LEONARDI NICOLETTA
CORGNATI MARTINA
NENCI CHIARA
PALANDRI MARIA CHIARA
RUSCIO ROSANNA
QUARANTA DOMENICO
SASSETTI CARLO
ROSSO ROBERTO
SCHIAVI LUIGI CARLO
CRESPI ANGELO
ROSTAGNO CHIARA
ROSSETTI EDOARDO