Digitale in voce: memoria e cultura a prova di podcast
Giovedì 01 ottobre 2026 ore 10.00
CONVEGNO
Ricerche, esperienze e confronti sul ruolo del podcast al servizio di Archivi, Musei, Dimore storiche, Aree archeologiche e Biblioteche.
Inserito nell’ambito della Milano Digital Week 2026, il convegno, organizzato dalla Scuola di Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico dell'Accademia di Brera e dall'Archivio di Stato di Milano, si colloca nel bacino tematico del digitale applicato al settore culturale. Si focalizza sull’impiego del podcast da parte di Archivi e Musei, come anche da parte di dimore storiche, siti archeologici e Fondazioni, nonché Biblioteche.
Ricerche mirate illustreranno le produzioni audio tra il 2020 e il 2026. Seguiranno confronti, esperienze dirette di Enti culturali e di produttori di podcast, aprendo la strada a riflessioni per il futuro.
Il Convegno sarà moderato da Adriana Migliucci, presidente di ASSIPOD - Associazione Italiana Podcasting.
Inedito nella sua formulazione, il convegno si rivolge a Enti culturali, a chi ha interesse per studio o semplice passione verso i temi del digitale applicato al settore culturale, a chi opera nel podcasting, al mondo dell’informazione.
I relatori ospiti saranno docenti e diplomati della Scuola di Comunicazione e valorizzazione del Patrimonio artistico dell’Accademia di Brera, il Direttore dell’Archivio di Stato di Milano, dirigenti di vari Archivi italiani, Fondazioni ed Enti culturali, nonché produttori di podcast inerenti al convegno.
Il convegno si propone come occasione prestigiosa per dare voce ad archivi ed enti culturali italiani attraverso il podcasting.
Per la prima volta interverranno e si confronteranno allo stesso tavolo i vertici delle più importanti istituzioni culturali italiane che hanno compreso il valore del podcasting a servizio del nostro eccezionale Patrimonio.
L'evento si inserisce nel palinsesto ufficiale degli eventi locali del Festival del Podcasting 2026. Scopri di più su festivaldelpodcasting.it e organizzato da Assipod.org in collaborazione con l'Archivio storico di Stato di Milano e l'Accademia di Brera di Milano.
Stupor Mundi // 2
Da mercoledì 30 settembre a sabato 03 ottobre 2026 ore 21.00
CONCERTO
In occasione di Milano Digital Week 2026 che si terrà dal 30 settembre al 04 ottobre 2026, l’Accademia di Belle Arti di Brera parteciperà con il progetto STUPOR MUNDI // 02 a cura di Eugenio Alberti Schatz e promosso da TIG Events in collaborazione con Accademia di Brera. I concerti sono ospitati all’interno della mostra Magnolia curata da Massimo Kaufmann e Lorenzo Madaro nell’ambito delle celebrazioni per i 250 anni dalla fondazione dell’Accademia di Brera (1776-2026).
Tutti i concerti si svolgono alle ore 21.00 nell’Ex Chiesa di San Carpoforo (Via Formentini, 12 - Milano):
STUPOR MUNDI // 2 - Concerto di Vincenzo Pasquariello
30 set 2026 21:00-22:30
Vincenzo Pasquariello interpreta al pianoforte i classici del cinema muto Viaggio attraverso l’impossibile (1904) di Georges Méliès e L’uomo meccanico (1921) di Andrée Deed, accostandoli a brani di musica composti nello stesso periodo storico.
STUPOR MUNDI // 2 - Concerto di Paine Cuadrelli
01 ott 2026 21:00-22:30
Il compositore e sound designer Paine Cuadrelli rilegge scene di Viaggio allucinante (Fantastic Voyage, 1966) di Richard Fleischer.
STUPOR MUNDI // 2 - Concerto di Steve Piccolo & Friends
02 ott 2026 21:00-22:30
Steve Piccolo (live vintage electronics), accompagnato da Sergio Armaroli (soundbox e percussioni) e Francesca Gemmo (sintetizzatore) rileggono scene di Barbarella (1968) di Roger Vadim, con una travolgente Jane Fonda.
STUPOR MUNDI // 2 - Concerto di Anton Dressler
03 ott 2026 21:00-22:30
Il clarinettista Anton Dressler rilegge scene di Kin-dza-dza! (1986), film girato da Georgij Danelija in un’Unione Sovietica che cadeva a pezzi mostrando in controluce le contraddizioni e le paure dell’homo sovieticus in un futuro neo-medievale.
Magnolia
Martedì 15 settembre 2026 ore 18.00
MOSTRA
Dal 15 settembre al 3 ottobre 2026 l’Accademia di Belle Arti di Brera presenta MAGNOLIA, mostra dedicata a una selezione di diciotto giovani artisti che hanno compiuto il loro percorso di studi all’Accademia. Per l’occasione l’ex chiesa di San Carpoforo, aula dell’Ateneo nel cuore del quartiere di Brera, si trasforma in sede espositiva.
La mostra è curata da Massimo Kaufmann e accompagnata da un catalogo con un testo critico di Lorenzo Madaro e un intervento di Marco Cingolani, tutti docenti dell’Accademia. MAGNOLIA è la prima edizione di una rassegna che intende divenire un appuntamento biennale nella programmazione dell’Ateneo, e si inserisce nel calendario di iniziative promosse per il 250° anniversario della fondazione dell’Accademia (1776–2026).
MAGNOLIA prende il nome da un cortile interno del complesso braidense, cuore pulsante della vita studentesca, dove un grande albero produce ogni anno una splendida fioritura. È un luogo separato dalla curiosità dei turisti, dove studenti e docenti si danno appuntamento per chiacchierare, dove si organizzano incontri e si suona, si gioca a ping pong, sfilano i costumi della Scuola di Moda e si fanno grandi progetti per la vita.
«L’albero della magnolia produce una fioritura improvvisa e spettacolare» afferma Massimo Kaufmann - Tra gli artisti qui convocati, qualcuno probabilmente manca, qualcun altro ora non c’è e magari ci sarà in futuro, ma ci sono alcuni fiori di una scelta attenta e accurata».
Nato oltre un anno fa dal confronto tra Massimo Kaufmann e Lorenzo Madaro, il progetto non si propone di documentare i risultati della didattica dell’Ateneo, quanto piuttosto di dare visibilità a un numero limitato di artisti che hanno già intrapreso una carriera professionale, o che mostrano di averne chiaramente in mente l’obiettivo. MAGNOLIA raccoglie la partecipazione di artiste e artisti diplomati, all’incirca, nell’ultimo decennio.
Accanto a giovani e brillanti promesse figurano autori già inseriti nel circuito delle gallerie e del mercato, o esposti in istituzioni nazionali di primo piano — dalla Quadriennale di Roma alla Triennale di Milano — e in alcuni casi già proiettati verso una dimensione internazionale. Il loro ritorno a San Carpoforo assume il valore di un atto di riconoscenza e di appartenenza, e insieme di un messaggio rivolto agli studenti di Brera: mostrare come si diventa artisti adulti.
«Una mostra collettiva non può mai pretendere di essere esaustiva o ineccepibile nei suoi propositi», osserva il curatore. «Ma come tutti i progetti dedicati ai giovani artisti, vuole anche essere una scommessa: quella di portare sulla scena alcuni ex studenti che, a nostro parere, meritano una particolare attenzione. Il miglior risultato che questa mostra potrà raggiungere sarà che un domani tocchi a qualcuno di questi giovani artisti il compito di esserne il curatore».
Il percorso espositivo restituisce una pluralità di linguaggi e di ricerche: dalla pittura al disegno, dal pastello alla fotografia, dal bassorilievo all’installazione, fino alle pratiche performative e sonore. Ne emerge un paesaggio nel quale, sono le individualità a emergere, «ciascuna di esse con una lunghezza focale differente» come sottolinea il curatore.
GLI ARTISTI
Ermanno Brosio · Matteo Capriotti · Martina Cassatella · Denise Ceragioli · Stefano De Paolis · Roberto de Pinto · Martina Franchini · Emilio Gola · Andrea Loi · Claudia Mangone · Francesco Marcone · Cecilia Mentasti · Gabriele Napoli · Aronne Pleuteri · Massimo Pugliese · VENERDISABATO (Luca Guarino e Sara Lomboni) · Nicolò Villa
MAGNOLIA
15 settembre | 3 ottobre 2026
Ex chiesa di San Carpoforo (via Marco Formentini 12 – Milano)
Inaugurazione | Martedì 15 settembre 2026, ore 18.00
Orari: Da lunedì a venerdì, ore 9.00–18.30. Sabato, ore 10.00–13.00. Domenica chiuso.
Come frammenti dell’assurdo. Sguardi contemporanei sul Museo della Figurina, tra caos e nuovi mondi
Venerdì 18 settembre 2026 ore 11.00
MOSTRA
In “Realismo capitalista” Mark Fisher sostiene che il sistema socio-economico e culturale che si è affermato nell’ultimo secolo è stato talmente pervasivo da rendere estremamente complesso, se non impossibile, immaginare un’alternativa. Una sensazione oggi ampiamente condivisa è quella di trovarsi in un mondo e in un sistema sull’orlo del collasso, incapaci di vedere e di concepire cosa ci aspetti oltre il baratro. In questo senso l’invito a riflettere sul caos – tema del festivalfilosofia 2026 - dimostra tutto il suo potenziale dirompente e generativo.
Il caos può essere inteso infatti come una condizione che funziona da propulsore di nuove visioni, catalizzatore di nuovi paradigmi. Pur sapendo che ciò che verrà potrà essere più o meno gradito, l’atto di sforzarci ad immaginare e produrre nuove visioni diventa sovversivo, permettendo di immaginare potenziali nuovi ordini o ulteriori disordini.
È così che undici studenti e studentesse della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Brera di Milano sono stati invitati a confrontarsi con il patrimonio del Museo della Figurina, esplorando nello specifico immagini in cui l’ordine consueto viene sovvertito attraverso scenari fantastici e paradossali.
Durante una residenza a Modena, con la guida dell’artista e docente Matteo Cremonesi, hanno creato le opere qui esposte, che diventano un invito a prefigurare possibili scenari futuri, a tratti desiderabili e a tratti disturbanti, consapevoli che il collasso del presente possa essere non solo la fine di ciò che conosciamo, ma anche l’apertura verso ciò che verrà.
Opere prodotte e autori
Emilia Ballarin + Ginevra Sacchi, Balia, 2026, loop video
Massimo Barbero, Necropoli, 2026, cianotipia su tessuto
Martina Borgese, La natura è morta, 2026, Animazione 3D
Sara Caushaj, Falldown will come with a bad trip (slowed+reverb), 2026, Video
Agnese Cuomo, Giuseppe Luzzi, Caterina Manzocchi, Qualche segno di usura, no perditempo, 2026, installazione
Mariana Mona Oliboni, O/Un buco nella luna, 2026, Installazione multimediale site specific
Miriam Pilia, Anatomia del consumo, 2026, calchi in gesso, microfoni a contatto
Jiale Wu, La melagrana, 2026, video animazione 3D
Come frammenti nell'assurdo
18 settembre - 18 ottobre 2026
Inaugurazione venerdì 18 settembre ore 11:00
Fondazione AGO, Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande 103, Modena
Orari: da mercoledì a venerdì ore 11-13 / 16-19, sabato domenica e festivi ore 11-19. Ingresso Libero
Arte, autorità e consenso nel Medioevo. Immagini, spazi, pratiche
Da Martedì 15 settembre 2026
CONVEGNO DOTTORALE
Si terrà dal 15 al 17 settembre 2026 il convegno dottorale di Storia dell’Arte Medievale dal titolo “Arte, autorità e consenso nel Medioevo. Immagini, spazi, pratiche”, curato da Martina Corgnati (Accademia di Belle Arti di Brera) e Luigi Carlo Schiavi (Università degli studi di Pavia).
L’iniziativa si propone di indagare il ruolo della produzione artistica medievale – nelle sue diverse espressioni figurative, architettoniche, liturgiche e materiali – come strumento di autorappresentazione, legittimazione e costruzione del consenso per i poteri costituiti e per le nuove autorità civili e religiose in formazione tra Alto e Basso Medioevo. Attraverso un approccio interdisciplinare che coniuga storia dell’arte, storia medievale, storia delle istituzioni e studi sulla committenza, il convegno riunisce giovani ricercatori e ricercatrici, studiosi e studiose nonché docenti da diverse università per confrontarsi sui modelli figurativi del prestigio e del potere, sulle strategie di rappresentazione dell’autorità ecclesiastica e civile, sul ruolo di reliquie, rituali, oggetti e spazi nella costruzione di identità collettive e sulle dinamiche di committenza e pubblico nelle città e nei territori medievali.
L’iniziativa si svolge con il sostegno delle istituzioni ospitanti e in collaborazione con i dottorati di ricerca in ambito umanistico coinvolti. La segreteria organizzativa è affidata a Eleonora Casarotti, Bianca Di Giorgio, Jessica Ferrari ed Elisa Rocca.
L’evento si svolge esclusivamente in presenza ed è aperto a studenti e studentesse, dottorandi e dottorande, ricercatori e a tutti gli interessati. Per ulteriori informazioni, programma dettagliato e aggiornamenti: dottorale.artemed.2026@gmail.com.
Tecniche e strumenti per lo studio, la produzione, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali (ciclo XLII)
L’Accademia di Brera è un’istituzione didattica fra le più antiche in Europa dedicata alla formazione artistica e ai beni culturali (fu fondata nel 1776 da Maria Teresa d’Austria). Essa comprende corsi di laurea articolati in due livelli e suddivisi nei tre dipartimenti di Arti Visive, Progettazione e Arti Applicate e Comunicazione e Didattica dell’Arte, a loro volta organizzati in dieci scuole che offrono corsi di diploma accademico di primo e secondo livello (tranne i corsi di Restauro, quinquennali a ciclo unico).
Da tempo è attivo un intenso scambio fra i suoi studenti sia in ingresso che in uscita e le università del territorio, in particolare al passaggio fra i cicli. In un certo numero di casi i suoi laureati hanno vinto borse di dottorato in diverse università italiane. L’istituzione del terzo ciclo soddisfa il bisogno di completare la formazione vasta e multidisciplinare offerta dall'Accademia, portandola al livello di alta specializzazione richiesto dalla società contemporanea e in particolare dallo sviluppo digitale anche nei settori di sua specifica competenza, come lo studio dei beni culturali.
Il corso di Dottorato è incentrato su un oggetto specifico, abbastanza vasto da unificare i temi di ricerca e di didattica presenti nell’Accademia di Brera e di importanza strategica per il paese: i beni culturali. Essi sono definiti dalla legge italiana come segue: “Sono beni culturali le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà” (art. 2, comma 2, del D.Lgs. 42/2004, “Codice dei beni culturali”). L’Italia è il paese più ricco al mondo di beni culturali protetti dall’Unesco (https://whc.unesco.org/en/list/stat) con 59 riconoscimenti; questi ultimi sono naturalmente solo una piccolissima frazione di eccellenza mondiale fra l’enorme numero di oggetti, musei, beni architettonici, scavi e collezioni che sono dispersi su tutto il territorio nazionale. Si tratta di una ricchezza per il paese, forse la sua più grande, che però è solo in parte riconosciuta e addirittura conosciuta, archiviata e studiata adeguatamente, protetta e restaurata, valorizzata per l’uso culturale e anche turistico. Il corso di Dottorato di Tecniche è strumenti per lo studio, la produzione, la conservazione e la valorizzazione dei Beni Culturali è importante perché nasce dall'esigenza di formare studiosi e professionisti di alto livello, dotati di una competenza multidisciplinare, adeguata agli ultimi sviluppi tecnici e culturali, che contribuiscono in maniera importante al lavoro urgente e necessario di conoscenza, classificazione, conservazione e valorizzazione di questo patrimonio. Si tratta di un dovere culturale che incombe sulla collettività nazionale per la manutenzione della nostra eredità collettiva; ma avrà anche ricadute economiche importanti per il paese, favorendo il turismo culturale e lo sviluppo delle comunità locali.
Formare dottori di ricerca con esperienze produttive e di studio nei settori della progettazione, della realizzazione, del restauro, della catalogazione e archiviazione, della valorizzazione e dello studio storico-teorico dei beni culturali, capaci di sviluppare percorsi di ricerca di livello internazionale e, al tempo stesso, di accedere ai livelli più qualificati fra il personale che opera in questi ambiti, destinati ad ampliarsi, e di collaborare con le diverse istituzioni che sovraintendono al patrimonio culturale, comprese le Università e gli enti di ricerca (CNR). Per ottenere questo risultato l’Accademia può avvalersi, al di là del Collegio Dottorale, di un personale docente particolarmente esperto e qualificato in tutti questi campi, di laboratori avanzati, di un patrimonio culturale, fotografico, documentario e di oggetti d’arte, oltre che di una biblioteca proprie e di una ricca rete di rapporti internazionali e nazionali con enti pubblici, privati, con aziende e artisti, insomma con tutti i protagonisti dell’innovazione culturale contemporanea. A questa ricchezza i dottorandi potranno accedere grazie a una didattica formale collettiva, dal carattere fortemente interdisciplinare e teorico-pratico, quindi anche laboratoriale. Oltre a questa didattica pensata congiuntamente per tutti i cicli, ogni singolo dottorando sarà avviato su un percorso individuale di specializzazione, che potrà avvalersi delle ricche risorse culturali e della vasta presenza di competenze specifiche della nostra istituzione, oltre che dell'ampia rete di relazioni e collaborazioni che l’Accademia intrattiene con i musei, le Università e le organizzazioni culturali di una città e di una regione specialmente fervida e attiva nel settore, come Milano e la Lombardia; oltre che di numerose collaborazione nazionali e internazionali qualificate.
Particolarmente importante sarà il lavoro di ricerca, conservazione e valorizzazione dello stesso, ricchissimo, patrimonio dell’Accademia, costituito da quantità ingenti di materiali diversi, in parte ancora inediti, che riflettono l’evoluzione storico-urbanistica e architettonica di Milano e dell’intero paese, le trasformazioni del gusto e lo sviluppo del pensiero sulla conservazione e il restauro nell’Italia unitaria fino alla Seconda Guerra Mondiale.
“Tecniche e strumenti per lo studio, la produzione, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali”, corso avviato col XL ciclo, è un dottorato di nuova concezione dalla natura fortemente interdisciplinare, che alle metodologie d’indagine squisitamente storico-artistiche associa competenze specifiche sui materiali, anche dal punto di vista chimico-fisico e del restauro, sui metodi e le sfide della catalogazione e dell’archiviazione dei beni culturali, soprattutto classici ed archeologici, medievali, moderni e anche contemporanei, e sugli strumenti di valorizzazione e di conoscenza più innovativi, specie di ambito digitale. La formazione proposta dal corso dottorale mira quindi a fornire non solo basi teoriche e pratiche delle discipline che afferiscono ai beni culturali nell’accezione più ampia, ma anche ad aprire nuovi orizzonti esplorativi e innovativi: per questo motivo, accanto a percorsi più “tradizionali” nel campo della storia dell’arte, della conservazione, della legislazione e della fotografia, si propongono percorsi interdisciplinari che tengono conto anche delle elaborazioni più attuali nell’ambito della cultura digitale e della comunicazione dei beni culturali, a cominciare dai progetti europei come anche dal catalogo nazionale elaborato dall'ICCD. Elementi importanti nell’ambito della proposta formativa risultano quindi l'innovazione tecnologica e anche le relazioni tra cultura e memoria, intesa come dimensione individuale e collettiva, identitaria e finanche conflittuale, come accade in quelle realtà politiche in cui tradizioni e beni culturali sono oggetto di contesa e distruzione.
La natura interdisciplinare e teorico-pratica del percorso dottorale è particolarmente adatta a formare figure professionali specialmente flessibili e versatili, adatte a intraprendere percorsi di elevata professionalità sia presso istituzioni universitarie, istituzioni AFAM ed enti di ricerca pubblici, italiani ed esteri, sia presso uffici ministeriali, sovrintendenze, musei e uffici culturali collocati nelle pubbliche amministrazioni, come anche presso imprese private e fondazioni altamente innovative ed interessate alla ricerca, in Italia e all’estero, e presso Enti locali (in particolare gli assessorati alla cultura e gli uffici da questi dipendenti) e agenzie di valorizzazione e di studio dei beni culturali, di promozione del turismo culturale sostenibile e della conoscenza dell’offerta artistica e culturale dei territori, compresi i centri minori. Il dottore di ricerca potrà quindi intraprendere percorsi finalizzati alla docenza, universitaria, media e presso istituzioni AFAM, attività di ricerca presso enti preposti (CNR); carriere nelle sovrintendenze, musei, pubbliche amministrazioni, imprese private, fondazioni culturali di elevata innovatività, in Italia e all’estero. Case editrici, fornitori di servizi specializzati in rete, media vecchi e nuovi interessati alla diffusione del patrimonio culturale sono altri sbocchi professionali prevedibili. In generale, è probabile che lo sviluppo del paese continui a portare nei prossimi decenni a un bisogno diffuso di conservazione e valorizzazione dei beni culturali, risorsa strategica per l’Italia, e che la specializzazione nella loro gestione sarà una competenza richiesta e necessaria.
Per il XLII ciclo il Corso di dottorato prevede n. 3 posti con borsa e n. 1 posto senza borsa.
L’importo annuo della borsa per la frequenza al corso di dottorato è fissato in € 16.243,00 al lordo degli oneri previdenziali a carico del percipiente.
La borsa è pagata in rate mensili posticipate.
Diplomi II livello
DASL06 - PROGETTAZIONE ARTISTICA PER L'IMPRESA
DASL07 - RESTAURO
DASL08 - NUOVE TECNOLOGIE DELL'ARTE
DASL09 - COMUNICAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO CONTEMPORANEO
DASL10 - DIDATTICA DELL'ARTE
DASLQ01 - Diploma accademico di II livello a ciclo unico abilitante alla professione di restauratore di beni culturali
Lauree
2/S (specialistiche in archeologia)
5/S (specialistiche in archivistica e biblioteconomia)
10/S (specialistiche in conservazione dei beni architettonici e ambientali)
12/S (specialistiche in conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico)
13/S (specialistiche in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo)
15/S (specialistiche in filologia e letterature dell'antichita)
24/S (specialistiche in informatica per le discipline umanistiche)
55/S (specialistiche in progettazione e gestione dei sistemi turistici)
73/S (specialistiche in scienze dello spettacolo e della produzione multimediale)
83/S (specialistiche in scienze economiche per l'ambiente e la cultura)
95/S (specialistiche in storia dell'arte)
100/S (specialistiche in tecniche e metodi per la societa dell'informazione)
101/S (specialistiche in teoria della comunicazione)
LMR/02 Conservazione e restauro dei beni culturali
Scaricare il bando al seguente link:
https://ww2.
Tempi di candidatura: dal 7 settembre all'8 ottobre 2026.
L’ammissione al Corso di dottorato prevede una procedura di selezione, a sbarramento, per titoli ed esami (prova scritta e orale).
In merito alla valutazione dei titoli, la Commissione considererà la seguente documentazione specifica:
Sia la candidatura al Corso di dottorato sia l’immatricolazione si presentano esclusivamente mediante procedura online, non è richiesta la consegna di documenti cartacei.
Il percorso di dottorato dura di norma 3 anni e prevede la frequenza obbligatoria.
La candidatura al Corso di dottorato prevede il versamento di:
L’iscrizione al Corso di dottorato, al primo e agli anni successivi, prevede il versamento di:
È possibile eseguire il pagamento della tassa governativa dall’estero tramite bonifico bancario con queste coordinate.
Intestatario: Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara
Causale: Test ammissione dottorati
IBAN: IT45R 07601 03200 0000 0000 1016
CODICE BIC/SWIFT: area euro BPPIITRRXXX, area non euro POPOIT22XXX
Indirizzo: Via Rio Sparto, 21, CAP 65100, Pescara, Italia
Sede del Corso: Via Brera 28 – 20121 Milano (MI)
Coordinatore del Corso: Prof.ssa Martina Corgnati – martinacorgnati@fadbrera.edu.
Ufficio Dottorati - dottorati@accademiadibrera.
LEONARDI NICOLETTA
CORGNATI MARTINA
NENCI CHIARA
PALANDRI MARIA CHIARA
RUSCIO ROSANNA
QUARANTA DOMENICO
SASSETTI CARLO
ROSSO ROBERTO
SCHIAVI LUIGI CARLO
CRESPI ANGELO
ROSTAGNO CHIARA
ROSSETTI EDOARDO
Ricerca e transizione digitale nelle istituzioni museali e nelle gallerie d'arte (ciclo XLII)
L’Accademia di Brera, fondata nel 1776, è situata all’interno del Palazzo di Brera, di cui è una delle istituzioni più importanti, e collabora in sinergia con gli altri enti che hanno sede nel Palazzo tra i quali la Pinacoteca di Brera, la Biblioteca Braidense, l’Università degli Studi di Milano con l’Orto botanico, l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, l’Osservatorio astronomico dell’INAF.
La compresenza di queste importanti istituzioni definisce storicamente e nella contemporaneità, un luogo unico nel suo genere in Italia, che unisce una molteplicità di saperi, conoscenze e specificità culturali differenti.
In tale contesto l’Accademia contribuisce mediante la sua attività di formazione e ricerca nell’ambito dello studio storico e teorico di beni culturali, archiviazione, catalogazione, valorizzazione e soprattutto della produzione artistica contemporanea. In particolare contribuisce alla produzione di saperi contemporanei facendo emergere una importante vocazione all’interrelazione tra quadro teorico e formalizzazione artistica e culturale, che è l’identità fondante dell’intero comparto AFAM, mediante la sue diverse attività:
- Ricerca e produzione artistica multidisciplinare, attraverso diversi linguaggi del presente;
- produzione culturale attraverso percorsi di studio che approfondiscono aspetti didattici e curatoriali;
- studio teorico delle arti e dei beni culturali, interrogando strumenti di archiviazione, catalogazione, valorizzazione e diffusione.
Inoltre, l’Accademia persegue un continuo aggiornamento su tecniche, strumenti tecnologici e linguaggi intramediali.
Il percorso vuole consolidare le capacità, l’identità e l’autonomia teorica ed artistica di figure centrali del sistema dell'arte contemporanea: ricercatrici e ricercatori in grado di progettare innovativi percorsi di indagine e dare fondamento alla creazione artistica e/o produzione culturale, connettendo il pensiero analitico, la formazione teorico/critica e la pratica di produzione e formalizzazione propria delle culture visuali e dei linguaggi intermediali della contemporaneità - inclusi format culturali concepiti e realizzati facendo uso di strumenti tecnologici e informatici applicati all'analisi materiale degli oggetti. Oggetti che possono costituire il motore delle ricerche intesi nella loro singolarità e nella loro appartenenza a archivi e collezioni, nella loro gestione, valorizzazione creativa, nella loro disseminazione e diffusione, attraverso iniziative dedicate da spazi istituzionali e attraverso da spazi di produzione e sperimentazione artistica.
La vocazione a formare practicioners che si muovano nell’ambito delle arti e delle culture visuali incarna la vocazione identitaria del comparto AFAM dove, nella prassi, ricerca e pratica artistica hanno lo stesso valore di produzione di conoscenza rispetto alla riflessione teorica, pur nelle diverse tipologie di formalizzazione.
Il dottorato punta a far convergere lo studio e la produzione dei saperi del contemporaneo con la produzione culturale ed artistica, in linea con una visione interdisciplinare che dia luogo a formalizzazioni ibride e complesse, dove produzione artistica, linguaggi delle arti visive, curatela, produzione editoriale e ricerca accademica convergano, avvalendosi anche degli strumenti di indagine e di studio propri delle culture della rete, per dar luogo a progetti concepiti in dialogo con istituzioni ed entità pubbliche e private e con le loro collezioni, archivi, repertori e linee di interesse e di ricerca.
Il dottorato punta a consolidare una metodologia operativa - propria dell’identità delle accademie - che si concentra sull’intrinseca correlazione tra lo studio critico e teorico, l’individuazione di oggetti di ricerca originali e la possibilità di concepire e realizzare progetti che attingano alle infinite possibilità dei linguaggi della contemporaneità. In questo contesto, lo studio storico o fenomenologico delle pratiche artistiche non è il cuore della componente teorica del dottorato, quanto piuttosto una consapevolezza che dottorande e dottorandi acquisiscono e consolidano in vista della realizzazione di una propria progettualità originale.
Il percorso prepara figure in grado di sviluppare ricerche di livello internazionale e, al tempo stesso, di accedere ai livelli più qualificati del sistema dell’arte e di collaborare con diverse entità pubbliche e private. Si avvale di personale docente esperto e qualificato, di laboratori avanzati, di una biblioteca specialistica, di un archivio storico, di un patrimonio storico e contemporaneo (fotografico, documentario e artistico) nonché di una ricca rete di rapporti internazionali e nazionali con gallerie d’arte, istituzioni pubbliche e privati, Università, organizzazioni culturali, aziende e artisti protagonisti dell'innovazione culturale contemporanea.
Tali relazioni sono particolarmente favorite dall’ubicazione dell’Accademia in una città e una regione, Milano e la Lombardia, centrali nel panorama artistico internazionale. In virtù di questa peculiarità dell’Accademia di Brera, i dottorandi potranno accedere a un percorso formativo dal carattere fortemente interdisciplinare nonché fare esperienza diretta nei contesti, essi stessi oggetto del percorso di ricerca. Dottorande e dottorandi saranno avviati a un percorso individuale di specializzazione supportato dalle competenze specifiche dell’Accademia e di ogni componente del Collegio dottorale, dalle collaborazioni internazionali già attivate o che saranno attivate specificamente in seno al corso di dottorato, in vista di un significativo periodo all’estero in strutture del settore specifiche per ogni ricerca individuale
La natura interdisciplinare del percorso dottorale forma figure innovative in grado di intraprendere percorsi di ricerca e formalizzazione artistica che coinvolgano istituzioni ed entità artistiche pubbliche e private: profili già attivi nel panorama internazionale, in grado di elaborare progettualità originali in dialogo con centri di studi e ricerca, enti pubblici e privati, imprese e fondazioni, in Italia e all’estero. Inoltre, il dottore di ricerca avrà un titolo utile alla partecipazione con profitto ai concorsi pubblici volti al reclutamento di personale altamente qualificato del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e del Ministero della cultura (MiC). Il dottore di ricerca potrà intraprendere anche percorsi finalizzati alla docenza, alle attività di ricerca presso enti preposti, case editrici, fornitori di servizi digitali che si muovono nell’ambito delle culture visuali, configurandosi come risorsa necessaria allo studio ed alla riorganizzazione critica di patrimoni culturali, collezioni ed archivi, asset strategici per l'Italia.
Per il XLII ciclo il Corso di dottorato prevede n. 2 posti con borsa e n. 1 posto senza borsa.
L’importo annuo della borsa per la frequenza al corso di dottorato è fissato in € 16.243,00 al lordo degli oneri previdenziali a carico del percipiente.
La borsa è pagata in rate mensili posticipate.
Diplomi II livello
DASL01 - PITTURA
DASL02 - SCULTURA
DASL03 - DECORAZIONE
DASL04 - GRAFICA
DASL05 - SCENOGRAFIA
DASL06 - PROGETTAZIONE ARTISTICA PER L'IMPRESA
DASL08 - NUOVE TECNOLOGIE DELL'ARTE
DASL09 - COMUNICAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO CONTEMPORANEO
DASL10 - DIDATTICA DELL'ARTE
DASL11 - CINEMA, FOTOGRAFIA, AUDIOVISIVO
Lauree
1/S (specialistiche in antropologia culturale ed etnologia)
13/S (specialistiche in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo)
73/S (specialistiche in scienze dello spettacolo e della produzione multimediale)
95/S (specialistiche in storia dell'arte)
Scaricare il bando al seguente link:
https://ww2.
Tempi di candidatura: dal 7 settembre all'8 ottobre 2026.
L’ammissione al Corso di dottorato prevede una procedura di selezione, a sbarramento, per titoli ed esami (prova orale).
In merito alla valutazione dei titoli, la Commissione considererà la seguente documentazione specifica:
Sia la candidatura al Corso di dottorato sia l’immatricolazione si presentano esclusivamente mediante procedura online, non è richiesta la consegna di documenti cartacei.
Il percorso di dottorato dura di norma 3 anni e prevede la frequenza obbligatoria.
La candidatura al Corso di dottorato prevede il versamento di:
L’iscrizione al Corso di dottorato, al primo e agli anni successivi, prevede il versamento di:
È possibile eseguire il pagamento della tassa governativa dall’estero tramite bonifico bancario con queste coordinate.
Intestatario: Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara
Causale: Test ammissione dottorati
IBAN: IT45R 07601 03200 0000 0000 1016
CODICE BIC/SWIFT: area euro BPPIITRRXXX, area non euro POPOIT22XXX
Indirizzo: Via Rio Sparto, 21, CAP 65100, Pescara, Italia
Sede del Corso: Via Brera 28 – 20121 Milano (MI)
Coordinatore del Corso: Prof.ssa Martina Corgnati – martinacorgnati@fadbrera.edu.
Ufficio Dottorati - dottorati@accademiadibrera.
CIPPITELLI LUCREZIA
D'ALONZO CLAUDIA MARIA
FRAPICCINI EVA
GUIDA CECILIA
MARIOTTI ILARIA
SCACCO LORELLA
ROSSI MASSIMILIANO
ITALO CHIODI
MARIA CRISTINA GALLI
MELLACE VALERIO
Accademia Aperta 2026
Da lunedì 27 luglio a venerdì 7 agosto 2026
MOSTRE - LABORATORI - AULE APERTE
Dal 27 luglio al 7 agosto, con un'anteprima del Dipartimento di Arti Visive il 24 luglio, torna Accademia Aperta, la grande kermesse all’insegna dell’arte contemporanea nella quale l’Accademia di Belle Arti di Brera apre i suoi spazi ricchi di storia per offrire al pubblico un evento di assoluto rilievo dell’estate milanese.
Con Accademia Aperta, le aule dell’Accademia si trasformano eccezionalmente in spazi espositivi e offrono ai visitatori un incontro vivo e immediato coi progetti e le opere degli studenti, che saranno anche presenti come guide speciali. Sono in esposizione le creazioni delle Scuole di Pittura, Scultura, Decorazione, Grafica d’arte, Scenografia, Restauro, Nuove Tecnologie dell’Arte, Didattica dell’Arte e Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio artistico contemporaneo, che esprimono il talento degli allievi e l’immensa varietà delle forme dell’arte.
L’Accademia di Brera si conferma dunque protagonista della vita culturale milanese, testimoniando il rapporto vivo e dinamico fra la città e un’Istituzione che, nei suoi 250 anni di vita, è un riferimento di eccellenza sulla scena artistica internazionale.
ACCADEMIA APERTA 2026
24 luglio – 7 agosto 2026
Accademia di Brera, Via Brera 28 – Milano
Ingresso libero
Orario:
Lunedì – Venerdì: 10.00 – 16.00
Sabato 1 agosto: 10.00 – 14.00
Domenica chiuso