Parallasse

Martedì 24 febbraio 2026 ore 16.00

MOSTRA

Una mostra di sedici artisti della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Brera racconta come il punto di vista trasforma la realtà: una rassegna collettiva che nasce dai laboratori del progetto nazionale C.O.M. – City Open Museum, in occasione dei 250 anni dell’Accademia di Belle Arti di Brera.

 

Dal 25 al 27 febbraio 2026, con apertura il 24 febbraio alle 16:00 presso la Sede San Carpoforo dell’Accademia di Belle Arti di Brera, inaugura Parallasse, mostra collettiva che presenta le opere di 16 artisti: Massimo Barbero, Barbara Boiocchi, Angela Maria Cortese, Sara Caushaj, Agnese Cuomo, Vanina Lappa, Amin Lazazat, Giuseppe Romano Luzzi, Caterina Manzocchi, Orazio Marino, Indira Offerman, Mariana Oliboni, Miriam Pilia, Fabio Samela, Qiao Shiyi, Francesco Taverniti.

A cura di Alessandro Mancassola, la mostra si inserisce nel vasto programma di iniziative realizzate per la celebrazione dei 250 anni dell’Accademia di Belle Arti di Brera, nell’ambito del progetto City Open Museum, di cui Brera è partner strategico.

La parallasse, dal greco παράλλαξις «mutamento, deviazione», è l’apparente cambio di posizione di un oggetto dovuto a una variazione del punto di vista dell’osservatore. La tecnica viene usata in astronomia per determinare la distanza di corpi celesti non eccessivamente lontani con una semplice formula trigonometrica. È con questo presupposto concettuale che i sedici artisti, con linguaggi e metodi di lavoro eterogenei, si sono ritrovati per dar vita a una mostra collettiva.

Parallasse è ciò che si crea dalla coabitazione di questi lavori, ma anche un invito a guardare, sbirciare e attraversare lo spazio espositivo. È uno sguardo quasi notturno e crepuscolare, un modo di osservare e contemplare che riguarda la nostra posizione nella sede di San Carpoforo rispetto alle opere e ai dispositivi in mostra: due monoliti, frammenti di asteroidi che vorticano nello spazio, diverse eclissi, alcuni satelliti. Questi ed altri elementi ci parlano di qualcosa che — forse — dobbiamo guardare facendo esistere insieme vari angoli di spostamento, come quando si determina la distanza dei corpi celesti.

Il progetto prevede percorsi formativi in cui gli studenti diventano veri protagonisti di un’esperienza di ricerca applicata, guidati da esperti di fama internazionale. Vittorio Gallese, neuroscienziato di rilievo mondiale, ha incontrato gli artisti stimolando riflessioni teoriche e processi creativi che intrecciano neuroscienze cognitive, percezione ed empatia artistica. Parallelamente, Derrick de Kerckhove, studioso degli effetti sociali delle tecnologie digitali, guida un gruppo di studenti in un percorso dedicato all’intelligenza artificiale applicata a curatela, catalogazione digitale e narrazione aumentata del patrimonio culturale. Questi percorsi permettono agli studenti di sperimentare nuove forme di produzione e mediazione artistica, integrando teoria, pratica e innovazione tecnologica in un unico approccio formativo.

 

Il progetto C.O.M. – City Open Museum

La mostra Parallasse si inserisce nel più ampio progetto nazionale C.O.M. – City Open Museum, finanziato dal PNRR nell’ambito di NextGenerationEU e coordinato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara. L’Accademia di Belle Arti di Brera, co-leader del Work Package 4, sviluppa un programma circolare che integra teoria, sperimentazione artistica e produzione di strumenti digitali e di Intelligenza Artificiale per la valorizzazione del patrimonio culturale urbano.

C.O.M. interpreta il patrimonio artistico italiano come un museo diffuso a cielo aperto, promuovendo l’arte pubblica e contemporanea e sperimentando nuove modalità di comunicazione e fruizione dei beni culturali attraverso tecnologie digitali e intelligenza artificiale. Il segmento sviluppato dall’Accademia di Brera — coordinato dal prof. Antonio Cioffi — si fonda su un’idea di arte partecipativa, capace di coinvolgere i cittadini e di attivare nuovi percorsi di interazione con gli spazi urbani.

Grazie a un approccio integrato tra ricerca teorica d’avanguardia (neuroscienze, studi mediali, semiotica), sperimentazione artistica e tecnologica (IA, XR, arte pubblica), formazione e strumenti digitali, C.O.M. – City Open Museum si configura come un modello di collaborazione efficace tra istituzioni culturali e mondo accademico. L’Accademia di Brera consolida così la propria funzione di laboratorio nazionale di sperimentazione culturale e tecnologica.

 

Produzione artistica e strumenti digitali

In parallelo alla mostra, le installazioni Palazzo dialogante, realizzate da Carraro Lab su una piattaforma web XR+AI brevettata in Italia, permettono ai visitatori di interagire con l’ambiente e ricevere indicazioni da uno Small Language Model addestrato sulla cultura milanese tra XVII e XIX secolo. Le esperienze sono fruibili con visori di realtà virtuale al CIB – Centro Internazionale Brera e tramite smartphone nel Cortile di Brera.

A completare l’esperienza, il progetto sviluppa la piattaforma digitale LoveMuseum a cura di Marco Negroni, che abilita l’accesso a schede, dati e contenuti multimediali sui monumenti e sui luoghi della cultura, integrando fonti open data e strumenti di aggiornamento editoriale e partecipazione controllata.
 

Il Convegno

Il 25 e 26 febbraio 2026 si terrà al CIB – Centro Internazionale Brera un convegno che diventa nodo centrale di ricerca e produzione editoriale del progetto. L’evento, curato dal critico e semiologo Gabriele Perretta, vedrà gli interventi dei principali protagonisti scientifici e dei gruppi di ricerca

coinvolti nei percorsi formativi, arricchito dalla partecipazione di ospiti di rilievo del panorama artistico e culturale.

Dal convegno nasceranno pubblicazioni scientifiche destinate a diventare riferimenti metodologici per la comunità accademica nazionale e internazionale.

 

Elenco artisti: Massimo Barbero, Barbara Boiocchi, Angela Maria Cortese, Sara Caushaj, Agnese Cuomo, Vanina Lappa, Amin Lazazat, Giuseppe Romano Luzzi, Caterina Manzocchi, Orazio Marino, Indira Offerman, Mariana Oliboni, Miriam Pilia, Fabio Samela, Qiao Shiyi, Francesco Taverniti

PARALLASSE

25–27 febbraio 2026, ore 10:00–19:00

Sede San Carpoforo, Accademia di Belle Arti di Brera Via Marco Formentini 12, Milano

IL PALAZZO DIALOGANTE

Manifesto-Parallasse

CS-COM-Parallasse-Brera

CS-COM-Brera

Sguardi IV – Epilogo

Da Venerdì 06 febbraio 2026

MOSTRA

Il progetto espositivo Sguardi arriva alla sua quarta edizione e inaugura il 15 luglio in prima battuta a Milano presso la galleria Lorenzelli Arte e da L.U.P.O. per poi trasferirsi a novembre sul lago Maggiore a Verbania presso Villa Giulia, sede di mostre ed esposizioni di arte contemporanea, rassegne artistiche e musicali, e di importanti manifestazioni.

Sguardi è la mostra che conclude un percorso di ricognizione tra alcune delle proposte più significative nella produzione del Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Brera con l’intento di valorizzare e di promuovere in un circuito professionale e internazionale le ricerche dei giovani in formazione ma caratterizzate da un alto grado di maturità espressiva, anche nel più ampio quadro dei diversi sistemi linguistici che la cultura dell'arte oggi esprime.

Anche per questa edizione di Sguardi l’Accademia di Brera mette in atto una virtuosa rete di relazioni tra pubblico e privato: è affiancata da due prestigiose gallerie, Lorenzelli Arte e L.U.P.O. che rinnovano quest’anno la collaborazione al progetto, e un’istituzione pubblica, Villa Giulia a Verbania, in un inedito partenariato.

Sguardi IV, curata da un team di docenti costituito da Marco Casentini e Dany Vescovi, con la collaborazione di Ilaria Mariotti, vede la partecipazione di 49 artisti. Ciascuno presenta più opere in alcuni casi realizzate appositamente per gli spazi delle gallerie Lorenzelli Arte, L.U.P.O. e per gli spazi di Villa Giulia. Pertanto le due mostre non sono perfettamente simmetriche e, nella varietà dei materiali esposti, costituiscono una ricognizione delle ricerche personali sviluppate nel tempo attraverso i diversi linguaggi espressivi dell'arte: dai processi tradizionali della pittura alla video arte, dalla fotografia all'installazione.

Verrà realizzato successivamente un catalogo che documenterà l’intero progetto espositivo.

Sguardi IV – Epilogo

6 – 22 febbraio 2026

Inaugurazione 6 febbraio ore 11

Villa Giulia - Verbania Corso Zanitello 10 28922 Pallanza - VB

venerdì - sabato - domenica orari: 10:30/12:30 15:00/18:00

Ingresso libero Info 0323 503249

Mostra-Sguardi-IV

CS Sguardi IV Epilogo

Biennale Monza 2025

Da venerdì 14 novembre 2025

Antonio Sant’Elia. Visioni futuristiche tra Como e Milano

Sabato 8 novembre 2025 ore 11.00 e ore 17.00

i Giovani Autori e “Il tipografo di Vichy” - L’Accademia di Belle Arti di Brera a Villa Litta Modignani

Giovedì 16 ottobre 2025 ore 18.30

i GIOVANI AUTORI e “IL TIPOGRAFO DI VICHY”

L’Accademia di Belle Arti di Brera a Villa Litta Modignani

MOSTRA

Dal 16 ottobre al 1 novembre 2025

L’Accademia di Belle Arti di Brera, in collaborazione con il Comune di Milano, presenta i Giovani Autori e “Il tipografo di Vichy” - L’Accademia di Belle Arti di Brera a Villa Litta Modignani, una mostra che si inserisce nella collana istituzionale Scultura Paesaggio Architettura, ideata e curata da Guido Lodigiani, professore ordinario di Linguaggi Plastici per le Arti Visive nel Dipartimento di Arti Visive dell'Accademia di Belle Arti di Brera Milano.

Il progetto della mostra è stato coordinato dalla professoressa Chiara Nenci, Direttrice della Scuola di Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico. L’iniziativa nasce con l’intento di alimentare un dialogo fertile tra arte e letteratura, offrendo al territorio nuove occasioni di incontro e riflessione condivisa.

La cornice scelta è Villa Litta Modignani ad Affori, luogo storico del quartiere, in cui passato e presente si intrecciano in una narrazione continua. Qui, nove Giovani Autori dell’Accademia sono stati chiamati a confrontarsi con la poetica del romanzo Il tipografo di Vichy di Marco Musazzi, trasformando le suggestioni letterarie in un linguaggio plastico contemporaneo.

La mostra diventa così un laboratorio di pensiero critico mediato dallo sguardo degli studenti: un’indagine non solo sulla forza del dialogo tra arti visive e letteratura – da sempre un tema centrale nella storia dell’arte – ma anche sul significato stesso della pratica artistica di oggi in relazione alla realtà odierna. Le opere invitano a interrogarsi sulla responsabilità individuale e collettiva, sulla capacità di sostare davanti alle immagini e lasciarsi provocare da esse, ma anche sul peso delle scelte che siamo chiamati ad effettuare quotidianamente e sulle conseguenze che ne derivano.

 

IL PROGETTO
 

Per l’edizione 2025 di Scultura Paesaggio Architettura, gli artisti selezionati per questo progetto hanno avuto l’opportunità di esporre le proprie opere all’interno della Biblioteca di Affori, ospitata nello storico palazzo di Villa Litta, edificio emblematico del quartiere e punto di riferimento culturale sin dal XVIII secolo. Le installazioni, distribuite lungo lo scalone d’ingresso e nelle sale della sezione adulti al primo piano, instaurano un dialogo diretto con l’architettura e contribuiscono a trasformare lo spazio stesso in parte integrante dell’esperienza espositiva.

Il progetto è il risultato della collaborazione tra diversi Dipartimenti disciplinari dell’Accademia di Brera: da un lato gli studenti dei corsi di Scultura, protagonisti della produzione artistica; dall’altro gli studenti della Scuola di Valorizzazione dei Beni culturali, impegnata nella curatela, nell’allestimento e nella comunicazione della mostra. Un lavoro corale che testimonia come la formazione accademica possa tradursi in esperienze concrete di dialogo con la comunità e con il tessuto urbano.

Con questa iniziativa, si invitano i visitatori a scoprire non soltanto le opere esposte, ma anche le potenzialità di uno spazio simbolico come Villa Litta: un luogo dove l’arte contemporanea si fa chiave di lettura per interpretare la poetica letteraria di riferimento e, al tempo stesso, per riflettere criticamente sulla nostra realtà storica e sociale.

 

IL ROMANZO “IL TIPOGRAFO DI VICHY”

Il romanzo di Marco Musazzi è ambientato a Vichy nel 1942 e segue il percorso interiore di Constantin Millon, tipografo e uomo comune che assiste, quasi distrattamente, al progressivo precipitare della Francia nel collaborazionismo e nell’odio. Le parole di un sacerdote che invitano a denunciare gli ebrei sembravano far parte di un’entità alternativa, finché la realtà non entra nella sua casa: la figlia Jeannine ha un’amica ebrea, Ester. Il dubbio, la paura, la vergogna e infine la consapevolezza disegnano la lenta metamorfosi di un uomo che, senza eroismi, sceglie di non restare indifferente.

La storia del tipografo Millon è una parabola sulla responsabilità individuale e sulla fragile linea che separa l’obbedienza dalla complicità. In un tempo segnato dal conformismo e dal timore, il romanzo interroga ciascuno di noi: cosa significa “agire” quando il mondo sembra già perduto?

 

IN MOSTRA LE OPERE DI:

Elisabetta Galantini, Giulia Neacsu, Lucia Santovito, Jacopo Demurtas, Lisa Galiussi, Davide Arca, Martina Grossini, Federica Fassone, Alessandro Giove.
 

CON LA CURATELA DEGLI STUDENTI:

Camilla Bianchi, Chiara Napoli, Yadira Pacheco Diaz, Benedetta Rossetti, Lucilla Perrotta, Filippo Silveri, Flora Roseto, Laura Placenti, Sara Bertini, Eleonora Pulici.

In collaborazione con il Comune di Milano – Municipio 9. Il progetto è stato realizzato con la consulenza di Armando Vimercati, direttore della Biblioteca di Affori.

A cura di: Guido Lodigiani, scultore e professore ordinario nel Dipartimento di Arti Visive. Chiara Nenci, Direttrice della Scuola di Valorizzazione dei Beni Culturali.

Date: Dal 16 ottobre al 1 novembre

Opening: Giovedì 16 ottobre, ore 18.30

Luogo: Villa Litta Modignani – Biblioteca di Affori, Milano. Viale Affori 21, 20161 Milano

Ingresso: libero e gratuito, secondo gli orari della Biblioteca

Locandina _I Giovani Autori

COMUNICATO STAMPA- Giovani autori

Fluid Surfaces

Mercoledì 1 ottobre 2025 ore 18.00

Fluid Surfaces 

 

MOSTRA

 

Si apre il 1 Ottobre Fluid Surfaces, presso lo Spazio Ex Fornace di Milano, un progetto per valorizzare giovani artisti che vede Bright Flow collaborare con l’Accademia di Belle Arti di Brera, sul rapporto tra luce e acqua nella città di Milano dopo Liquid Light presso Careof, e Abyss a Ripa85 tenutesi nel 2024.

Intorno alla tematica del progetto Bright Flow, una relazione tra acqua e luce nella città di Milano con l’obiettivo di creare un’idea di rigenerazione urbana riguardo al tema della creatività e innovazione per la sostenibilità ambientale, viene proposto il lavoro di quattro giovani artisti: Martino Allegretti, Sara Lidia Girelli, Thomas Fasulo, Sebastian Yngaruca, provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Brera, che operano attraverso una pluralità di media: installazioni, videoproiezioni, videomapping, pittura.

In fisica, una superficie fluida è l’area di transizione tra un fluido (liquido o gas) e il suo ambiente, sia esso un altro fluido o un solido. La superficie fluida si caratterizza dunque per la sua capacità di cambiare forma e adattarsi alle variazioni di volume e pressione, così come accade per gli artisti nel processo artistico. L’impiego di vari medium e la successione dei gesti nella realizzazione artistica rendono l’opera una zona di confine dinamica e flessibile, mutevole e malleabile. La capacità di modificare la sua forma in risposta alle trasformazioni nella creazione artistica rende il supporto, sia esso materiale o immateriale, una superficie fluida ed essa gioca un ruolo chiave nella fenomenologia della produzione artistica.

Il concetto di fluidità è poi presente nella stessa Milano, una città attraversata da corsi d’acqua, alcuni dei quali ne caratterizzano in modo iconico l’aspetto e la natura paesaggistica oltre alla struttura urbana. Questa rete di corsi d’acqua, una sorta di ramificazione intorno alla quale si è evoluta la città, diviene per Bright Flow una fonte d’ispirazione alla ricerca di una Milano più segreta. L’approccio multimediale della mostra evidenzia lo sviluppo dei linguaggi pittorici verso quelli multimediali in un connubio proficuo e sempre in via di trasformazione, proprio come i materiali liquidi che scorrono, s’increspano e si sciolgono senza sosta. Le opere pensate progettate sullo spazio creano poi una linea legata proprio al tema dell’acqua, e quindi all’intervento ambientale con un percorso strutturato che vede chiare analogie tra la Milano acquatica e urbana.

Curata da Carlo Bernardini e Lorella Scacco, l’esposizione si inquadra e inserisce in quello che è un contesto dinamico ed internazionale, che rende la città di Milano attualmente più che mai fucina di idee e creatività.

L’evento, ospitato negli spazi della Ex Fornace di Milano, spazio che dal 2013 è stato destinato dal Comune di Milano ad ospitare diverse attività culturali, è sostenuto e prodotto dall’Accademia di Belle Arti di Brera, Dipartimento Arti Visive e Scuola di Pittura per Bright Flow, in collaborazione con Smarting APS.

Fluid Surfaces

Ex Fornace – Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano. Darsena MM Porta Genova

opening: Mercoledì 1° ottobre 2025 ore 18.00

Fluid Surfaces_EX FORNACE_Milano

CS_Bright Flow _ Fluid Surfaces

Nuove residenze. Giovani studenti di Brera nelle stanze del Duca

Domenica 07 settembre 2025 ore 11.00

Nuove residenze. Giovani studenti di Brera nelle stanze del Duca

MOSTRA

 

In occasione della riapertura al pubblico delle stanze di Antonio Farnese, situate all’interno della Rocca Sanvitale di Sala Baganza, in provincia di Parma, e affrescate nel 1724 da Sebastiano Galeotti, uno tra i maggiori frescanti del barocchetto italiano, il Comune di Sala Baganza ha invitato l’Accademia di Belle Arti di Brera a partecipare con un intervento nell’appartamento che appartenne all’ultimo duca farnesiano. Ne è nata una residenza per dieci giovani studenti - coordinati dai docenti Alberto Reggianini e Dario Taormina - che abitando questo luogo, anche se per un breve periodo, hanno cercato di intercettare le stratificazioni che la storia vi ha depositato. La visione degli affreschi nei soffitti e delle decorazioni parietali si è mescolata alle tracce più recenti, derivanti da altre funzioni abitative, producendo una serie di opere che dialogano con l’ambiente ad immaginare una nuova committenza.

L’esposizione di ciò che ha prodotto questo laboratorio diviene anche l’occasione per osservare l’approccio sensibile, a tratti imprevedibile che le nuove generazioni intendono offrire, creando una mostra ma anche un’occasione utile alla didattica e alla formazione degli studenti delle accademie d’arte.

 Il progetto ha inoltre potuto usufruire della collaborazione dell’Accademia Nazionale di Belle Arti di Parma, che da decenni collabora con il Comune di Sala per la valorizzazione della Rocca e recentemente ha approfondito gli studi sull’appartamento di Antonio Farnese, grazie ai suoi Accademici Elisabetta Fadda, Carlo Mambriani e Alessandro Malinverni, che hanno curato anche i testi di alta divulgazione appositamente prodotti per la riapertura di questi spazi, messi a disposizione degli studenti in vista della residenza.

Questo intervento segna l’avvio di una serie di iniziative con le quali il Comune di Sala Baganza intende riabitare questo luogo, unitamente agli altri ambienti della Rocca, per farne il centro nevralgico della sua attività culturale, in continuità con la Storia ma rivolto alla contemporaneità.

Nuove residenze. Giovani studenti di Brera nelle stanze del Duca

Appartamento del Duca Antonio Farnese, Rocca di Sala Baganza

Inaugurazione: 07/09 ore h11:00. A seguire, DI-STANZE, intervento musicale a cura di ParmaJazzFrontiere 30 con gli studenti del Conservatorio Arrigo Boito di Parma in collaborazione con la Chironomic Orchestra

Apertura: 07/09/2025 - 09/11/2025

venerdì >sabato>domenica> h 15:00 -18:00  Ultimo ingresso> h 17:30  Ingresso solo mostra 5,00 €

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INVITO_26-8_retro

Dove nasce l’Acqua

Mercoledì 30 luglio 2025 ore 16.00

DOVE NASCE L’ACQUA. Da Brera a Massa Marittima

MOSTRA DIFFUSA DI GIOVANI ARTISTI DELL’ACCADEMIA

 

 

A cura di Giacomo Agosti, Marco Cingolani, Paola Salvi nell’ambito del progetto “Figure archetipali dell’arte dal Medioevo alla contemporaneità”. 

 

In collaborazione con il Comune di Massa Marittima e la Scuola Normale Superiore di Pisa.

Quarantasette giovani artisti dell’Accademia di Brera espongono a Massa Marittima in una mostra diffusa in più sedi utilizzando tecniche e linguaggi diversi, una varietà di poetiche e sensibilità ma un solo motivo ispiratore: l’acqua. 

L’acqua, senza la quale non c’è vita, almeno come noi la conosciamo, è anche abile artista che ci affascina con colori, luci e bagliori, forme sinuose, trasformazioni imprendibili e imprevedibili, tintinnare rassicurante, fragori e sublimi frastuoni. L’acqua che è, come ha scritto Leonardo da Vinci, “il vetturale [il conduttore] della natura”, lo è anche delle civiltà umane che intorno al suo sgorgare o scorrere fioriscono, prosperano e si diffondono. L’acqua da cui sono partiti questi artisti è quella di un sito particolare, il lago dell’Accesa, dove cultura e natura si integrano a partire da un insediamento umano già etrusco. La loro personale interpretazione punta a far riflettere, a stimolare accostamenti imprevedibili e non sempre rassicuranti: non solo un’acqua accogliente, che si riconduce ad un’ipostasi femminile, ma anche la ruggine che consuma, la pioggia che dissolve, la traccia che resta del tacco della scarpa dopo il passaggio nel fango, la trasformazione di una superficie sbalzata attraverso l’accensione di una lampadina, la possibilità di mettere sotto teca le profondità del Mediterraneo o di chiudere i pesci tra le pagine di un libro. Ne risulta un dialogo attivo con i prestigiosi luoghi espositivi e con le opere ivi esposte, dalla Maestà di Ambrogio Lorenzetti alle sculture di Giovanni Pisano, dai reperti archeologici del territorio, alle mura cariche di storia che ospitano la Biblioteca Comunale. Un fiume sommerso, ecco quello che invitiamo a vedere. Una coscienza e una consapevolezza del luogo maturate grazie ai soggiorni in residenza artistica a Massa Marittima negli scorsi anni e tramandate attraverso il testimone dell’arte. Artiste e artisti si sono innamorati di un habitat unico, sotto il punto di vista ecologico e storico, e ne hanno fatto il reagente di poetiche personali maturate in ambiti diversi: le città del Nord Italia, la costiera pugliese, la campagna francese, l’Iran, la Repubblica Popolare Cinese, l’isola di Taiwan, le suggestioni del Centro America (l’Ecuador). 

 

Gli artisti che espongono e le sedi (gli orari seguono quelli delle sedi espositive):

Biblioteca “Gaetano Badii”: Edoardo Altobelli, Sophie Andreoletti, Sara Arnaù, Miao Bai, Alice Bertolasi, Sofia Berzoini, Emma Bozzi, Alessandro Cordani, Ludovica Di Giancamillo, Julie Frosi, Ying Lin, Alessia Mungari, Laura Nardi, Federica Pezzotti, Aurora Poli, Alice Provini, Laura Serafini, Elia Strazzacappa, Patrizia Tenisci, Iris Tomassetti, Nicolò Villa.

Museo di San Pietro all’Orto: Martino Allegretti,  Edoardo Annoni, Adriano Bencini, Elisa Calevro, Monica Ceccardi, Marika Cicciomessere, Giovanni De Luca, Giorgia Dieni, Matteo Galli, Elisa Geroni, Elisabetta Laszlo, Marta Mottini, Farnaz Nematzadeh, Carmen Paladines, Stella Zaltieri Pirola, Lisa Scarella, Giorgia Sgrò, Patrizia Elvira Siviero, Barbara Trinca, Marina Vignati, Tommaso Villani, Xinyi Zhang.

Complesso del Cassero: Andrea Cancellieri (Superfluo).

Museo archeologico “Giovannangelo Camporeale”: Savina Foresti, Milena Tortorelli.

Museo Subterraneo: Giuseppe Martire.
 

DOVE NASCE L’ACQUA. Da Brera a Massa Marittima 

Massa Marittima

Esposizione 31 luglio al 2 novembre 2025

Locandina

Dove nasce l'acqua

Pointless Dynamics

 

Martedì 24 giugno 2025, ore 13.00 - 17.00

Filter Bubbles

Mercoledì 2 luglio 2025, ore 19.00

MOSTRA

Filter Bubbles è una mostra collettiva che nasce dalla convergenza di più gruppi curatoriali, ciascuno immerso nella propria “bolla” di ricerca, linguaggio e sensibilità. Il titolo si ispira al concetto di “filter bubbles” – le bolle informative prodotte dagli algoritmi dei media digitali – che ci circondano con contenuti affini alle nostre preferenze, rafforzando convinzioni e isolandoci dal confronto con l’altro. In questo progetto, le "bolle" non sono intese solo come chiusure, ma anche come luoghi di concentrazione, intimità e ricerca. Ogni gruppo curatoriale ha costruito un proprio immaginario autonomo, dialogando con media diversi – dalla fotografia alla pittura, dalla performance al video, fino alle installazioni luminose – e confrontandosi con gli altri senza rinunciare alla propria identità. Il risultato è una mostra che riflette la frammentazione del contemporaneo, ma anche la sua capacità di far coesistere differenze e molteplicità senza bisogno di ridurle a un linguaggio unico.

La mostra è a  cura degli Studenti del biennio in Visual Cultures e pratiche curatoriali, corso Teoria e metodi di rappresentazione -  Prof. Domenico Scudero.

Tra i progetti in mostra, Noetic Vault di Angela Lazzarotto a cura di Giuseppe Antonio Bagnato esplora la mente come paesaggio impalpabile, dove il pensiero si muove e si consuma come un filo in cerca di forma. 

Earth di Wanling Mo a cura di Chenzhi Ma è una performance che mette in relazione corpo e terra, in un gesto di connessione fisica e simbolica.

Due Chiacchiere a cura di Suhyun Baek e Giovanna Briganti Piccoli racconta in modo diretto e personale la storia del paese di Cassina de’ Pecchi e del Museo MAiO, scegliendo una narrazione semplice e partecipata, che restituisce valore alla memoria e al racconto orale.
L’incontro performativo tra Fondiforme e Pasci a cura di Sofia De Pascali, Alessia De Rosa e Greta Olgiati, porta in un mondo altro: Dreamora, “la casa del sonno”, è un’installazione abitabile, soglia e rifugio. Qui la performance racconta la storia di chi cerca uno spazio protetto e chi lo attraversa. Il progetto Atto Pirata (Scoperta orale della Maio), a cura di ApuA, riformula la concezione classica del museo ponendosi all’esterno dello spazio espositivo, dove, attraverso la pratica del gioco, si mette in atto una ricerca volta ad indagare l'identità artistica e museale. 

Zona Grigia a cura di Camilla Bertoni, Francesca Napolitano, Federica Roberto e Laura Schiavon nasce dall’incontro tra due sguardi malinconici, accomunati da una riflessione intima e sensibile sul presente: Elia Panori, con Vorwerk, indaga il simbolo dell’uovo come origine e trasformazione, attraverso video, disegni e pittura; Lorenzo Lanfranco presenta ritratti in cui i soggetti, privati di uno dei cinque sensi, mettono in discussione il proprio mondo interiore. I due percorsi distinti ma intrecciati abitano una stessa zona di confine: uno spazio grigio, fragile e complesso, come il nostro tempo.
Greta Mariani in 8 Rintocchi, a cura di Giulia Domenici, Erica Esposito, Aurora Mina e Francesca Vigani trasforma la performance, inedita, in un rito dove voce e composizione musicale si intrecciano a scenari ancestrali. Il corpo si fa tramite di un tempo altro, sacro, sospeso.

Linea d’ombra curato da Margherita Filippi e Linda Mahmoudi, presenta le opere di Pietro Coppi, Matteo Montorfano e Martina Licalsi: tre prospettive diverse accomunate dal mezzo fotografico, distanti nello spazio e nel pensiero che non vogliono fondersi in unica visione, ma convivono in tensione, in discontinuità, eppure connessi da possibili fili invisibili.

Pellicola, a cura di Daniele Nicolosi, presenta i cortometraggi di Francesca Ferraro, Cristina Mandorino, Federico e Matteo Masciocchi, Andrea Scigliuzzo, creando una narrazione che tenta una risoluzione sottraendosi al presente attraverso la totalità che è più delle singole parti.

Chiude il percorso A way a cura di Wei Deng, con la partecipazione di Andrea Dojmi e Hu Jingmin, ispirato alla filosofia del Dao: immagini che evocano una dimensione rarefatta e meditativa. Ogni fotogramma diventa un varco tra visibile e invisibile, tra realtà e percezione.

 

Filter Bubbles non cerca una sintesi, né una narrazione lineare. È piuttosto un mosaico di prospettive, un esperimento collettivo che riflette la complessità del presente e la ricchezza del processo curatoriale. Un invito ad attraversare le bolle, ad ascoltare ciò che sta fuori dalla propria, a lasciarsi toccare da ciò che è altro.

Atto Pirata (Scoperta orale della Maio), Camilla Braci, a cura di ApuA (Melissa Giannini, Tommaso Tuffi).
A Way, Andrea Dojmi, Hu Jingming a cura di Wei Deng.
Dremora, Fondiforme (Silvia Cattaneo, Francesca Di Marco) con Pasci (Federico Pasciucco), a cura di Greta Olgiati, Sofia De Pascali, Alessia De Rosa.

Due Chiacchiere, a cura di Giovanna Briganti Piccoli e Suhyun Baek.

Earth, Wanling Mo, a cura di Chenzhi Ma.

Nella Linea d’ombra, Pietro Coppi, Matteo Montorfano e Martina Licalsi,  a cura di Margherita Filippi e Linda Mahmoudi.

Noetic Vault, Angela Lazzarotto, a cura di Giuseppe Antonio Bagnato.

Pellicola, Francesca Ferraro, Cristina Mandorino, Andrea Scigliuzzo,  Federico e Matteo Masciocchi a cura di Daniele Nicolosi.
8 RINTOCCHI, Greta Mariani, a cura di Aurora Mina, Giulia Domenici, Erica Esposito, Francesca Vigani.

Zona grigia, Elia Panori, Lorenzo Lanfranco, Alessandro Casolino, Sofia Catella, a cura di Camilla Bertoni, Francesca Napolitano, Federica Roberto, Laura Schiavon.

FILTER BUBBLES 

MAiO - Museo dell’Arte in Ostaggio (Via Trieste 3, Cassina de’ Pecchi)

Dal 2 luglio al 12 luglio 2025. Inaugurazione: mercoledì 2 luglio, ore 19:00

Orari: da Martedì a Sabato 9:15 - 12:45 / 14:30 - 18:00, Domenica e Lunedì chiuso

Apertura straordinaria: 2 luglio 19:00 - 22:00, 5 luglio 19:00 - 22:00 per eventi performativi, accompagnati da momenti musicali.

Filter Bubbles Locandina

Comunicato stampa Filter Bubbles