Estetica

1° livello - Anno Accademico 2025/2026

settore: ABST46 - Estetica

caratteristiche corso:

obiettivi corso:

Il corso di Estetica è da considerarsi un corso propedeutico, rivolto quindi, principalmente, agli studenti del 1° e 2° anno. Sua finalità è fornire gli strumenti metodologici necessari per affrontare in autonomia le grandi questioni estetiche del passato e del presente.

Programma

L’estetica e la sua storia 

Codice Classroom po7hyfve

 

L’estetica è una disciplina con una lunga tradizione, benché gli studiosi tendano a far coincidere la sua data di nascita con l’apparizione di studi filosofici specialistici e autonomi sull’esperienza del bello, cioè al Settecento. Ma la questione del bello e dell’essenza del gesto artistico ha una storia dai confini ben più vasti. Una storia che, per fermarsi all’Occidente, vede i suoi primi segni nella Grecia antica e arriva sino alle neuroscienze.

Da questa lunga storia il corso estrarrà alcuni momenti significativi o esemplari, che verranno indagati, più che altro, per mostrarne le implicazioni metodologiche. Le lezioni saranno, dunque, suddivise in due moduli (tutti obbligatori ai fini della frequenza, ma a scelta ai fini della prova orale d’esame). 

Il primo modulo sarà dedicato a un periodo storico ampio, quello in cui si è sviluppato il Romanticismo. Si cercherà, con sguardo di sorvolo, di mostrare come, nell’arco degli anni a cavallo tra fine del Settecento e la metà dell'Ottocento, i concetti e le teorie estetiche vengano ripresi da epoche anteriori e ibridati con la contemporaneità, dando origine, in differenti autori, a variazione significative e determinanti per l’evoluzione dell’arte e della società nel suo insieme. La riflessione estetica, in questo contesto, verrà compresa come un momento matriciale per la genesi delle categorie artistiche e politiche del Moderno.

Il secondo modulo si concentrerà, invece, su un singolo autore novecentesco, Walter Benjamin, pensatore complesso ed eterodosso, nell’opera del quale molte delle questioni tutt’ora fondamentali per una comprensione non ingenua dell’arte contemporanea vedono una loro prima ed efficacissima formulazione.

In questo modo, si arriverà a mostrare, al di là del contenuto specifico di ogni modulo, diversi livelli di approfondimento metodologico. 

La comprensione di un metodo di ricerca e di studio permetterà poi allo studente di affrontare in autonomia l’intera storia dell’estetica e gli autori che riterrà più confacenti alla propria sensibilità e ai propri interessi.

Il corso sarà accompgnato da un seminario, dal titolo "L'immagine debole", a cura del Dott. Guido Mannucci.

 

Saranno possibili visite alla Pinacoteca di Brera e/o a collezioni e mostre temporanee.

 

Bibliografia

Lo studente è tenuto a studiare il manuale (la verifica sarà una prova scritta):

Desideri, F. e Cantelli, C., Storia dell’estetica occidentale, Carocci, Roma 2008

 

e uno tra i seguenti moduli (lo studente può decidere quale modulo portare alla prova orale):

Modulo 1

D’Angelo, P., L’estetica del romanticismo, il Mulino, Bologna 1997

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Modulo 2

Schmitt, C., Romanticismo politico, il Mulino, Bologna 2021

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Modulo 3

Benjamin, W., L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, SE, Milano 2012

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Modulo 4

Ferrari, F., Il silenzio dell'arte, Sossella, Roma 2021

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Richiesta di iscrizione in tesi

Seguendo le indicazioni del regolamento accademico in materia di tesi di diploma, lo studente che vorrà sostenere il proprio elaborato finale in Estetica potrà scegliere l’argomento solo all’interno di una serie di temi concordati col docente. Ogni tema implica un reale lavoro di ricerca su argomenti scarsamente o per nulla investigati dalla saggistica in lingua italiana. Non saranno, quindi, accettate tesi su altri soggetti già ampiamente indagati o non consonanti con le ricerche del docente e, soprattutto, per i quali il docente non sia competente.

Il foglio di accettazione in tesi verrà firmato dal docente solo dopo che lo studente avrà impostato, per iscritto, il lavoro di ricerca. Si eviti, quindi, di presentarsi nel mese di dicembre o di aprile (termine di scadenza per la presentazione delle domande) se non si è già contattato il docente nei mesi precedenti e incominciato il lavoro di ricerca.

Il numero dei diplomandi è limitato per ogni anno accademico, così da poter garantire allo studente il necessario controllo e la revisione del proprio lavoro di ricerca. Visto l'altro numero di richieste, la precedenza viene data agli studenti del Dipartimento di appartenenza del docente, il Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell'arte. Tempo minimo da dedicare alla tesi 6 mesi.

Una volta concordato il soggetto di tesi, lo studente dovrà sottoporre con regolarità il proprio lavoro di scrittura. I differenti capitoli dovranno essere inviati al docente, non tutti in una volta, ma mano a mano che vengono stesi, così che il lavoro possa evolvere tramite un reciproco scambio di idee.

Gli studenti che ad un mese dalla data di consegna non avranno ancora inviato gli ultimi due capitoli della tesi non potranno sostenere l'esame di diploma per quella sessione (non sono ammesse deroghe). 

A maggior ragione, gli studenti che, non avendo fornito nessun materiale durante l'anno che separa l'accettazione della tesi dalla discussione, dovessero inviare l'intera tesi all'ultimo momento, senza averne mai discusso in precedenza con il docente non potranno sostenere l'esame di diploma che all'appello successivo (cioè, salteranno una sessione di tesi). 

Qualora il lavoro di tesi risultasse palesemente copiato da fonti librarie, da internet o elaborato interamente da IA verrebbe immediatamente a cadere il rapporto di fiducia tra docente e discente e la tesi, qualunque sia il suo stato di avanzamento, non potrà più essere sostenuta (non sono ammesse deroghe di nessun tipo).

Queste interdizioni non hanno scopo punitivo ma rispondono all'esigenza di serietà del lavoro di tesi che non può risolversi né in una corsa contro il tempo del docente e del discente, seguita da una inevitabile correzione superficiale degli errori riscontrati, né in una presa d'atto da parte del relatore.

Alcune regole fondamentali – non esclusive né esaustive, ma utili – per la stesura della tesi sono contenute in molti libri sull'argomento, come ad esempio Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea oppure Vera Gheno, La tesi di laurea.

Infine, si fa presente che non è compito di un docente di studi universitari occuparsi della correzione della lingua italiana degli elaborati. Ogni elaborato che, a una prima lettura, denoti seri problemi di grammatica e sintassi verrà semplicemente rigettato ancora prima che si sia presa visione del contenuto.